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La scuola di Irene da Milano al Camerun

Irene ha la pelle scura, scura come quella di chi è nato nel Sud più povero del mondo. Irene però ha anche la pelle dura, dura come quella di chi se l’è incallita a furia di prendere bastonate dalla vita. Irene ha una memoria inscalfibile, come quella che hanno le persone che vengono dal niente e non dimenticano, ora che hanno tanto, chi nel niente è costretto a continuare a vivere.
Irene è nata a Douala, in Camerun, è del suo paese continua a portare con se il ricordo e le tradizioni, il cuore grande e le contraddizioni. Perché Irene è una delle tante persone che sono riuscite ad arrivare in Italia decise a fare del proprio meglio per costruirsi una vita di valore, per integrarsi con la realtà in cui sono state accolte.
Irene vuole una buona vita per sé e la vuole anche per tutti coloro che ha lasciato a casa, in Cameroun. Non le importa se non li conosce e non sa che facce hanno, le importa solo che deve trovare il modo per fare qualcosa per loro e quel qualcosa è farle studiare.
Così dal momento stesso in cui mette piede in un piccolo comune della cintura milanese, Irene inizia a lavorare per realizzare il suo sogno: costruire una scuola a Douala perché il primo passo per uscire dalla miseria è studiare, perché se non hai nemmeno un livello accettabile di istruzione sarà molto difficile che tu ti possa affrancare da una realtà dove fame e prepotenza sono compagne della quotidianità dei più deboli, dei più poveri.
Passano gli anni per Irene che nel frattempo si è sposata ed è diventata mamma di 4 bambini, ha un buon lavoro ed è perfettamente integrata nel suo nuovo Paese. Potrebbe dimenticare, potrebbe trascurare il passato e abbandonare il suo sogno. Ma non lo fa. Nemmeno quando all’improvviso si ritrova vedova a dover crescere da sola 4 bambini. Nemmeno quando un giorno la sua schiena, che tanti carichi ha sopportato, si piega e la costringe in un letto di ospedale impossibilitata a lavorare.
Ma Irene, che una determinatissima sognatrice, decide che da quel letto rimetterà in piedi se stessa e il suo sogno. Così, armata del coraggio di chi ha una missione nella vita, si rivolge a un giovane uomo che conosce, Massimo De Donno, uno dei fondatori del metodo di apprendimento strategico Genio in 21 Giorni, un uomo che crede talmente tanto nel valore dello studio e della conoscenza da avere creato una rete di imprese che si occupano di aiutare gli studenti ad affrontare le sfide della scuola e dell’università.
Davanti a Massimo, Irene non ha filtri e gli racconta per filo e per segno come immagina la ‘sua’ scuola di Douala: dai banchi ai grembiuli, tutto nei minimi dettagli, come se esistesse già e non fosse solo un sogno. L’entusiasmo e la passione di questa donna che la vita ha provato a piegare per l’ennesima volta sono tali che Massimo si impegna ad aiutarla e, a questo scopo, organizza un corso i cui proventi verranno interamente donati a Irene e alla sua scuola. Al termine delle giornate di formazione, poi, i partecipanti si riuniscono in una cena a cui è presente la stessa Irene e le consegnano un assegno da 20mila euro, il doppio di quello che aveva richiesto. La scuola può partire e a settembre 2017 a Douala ci sono un centinaio di bambini che entrano nelle sue aule. 9 mesi dopo, a giugno, sono 107 quelli che partecipano alla festa per la fine dell’anno scolastico e non dimenticano di mandare a Irene e Massimo un video dell’evento.
Tutto finito?
No, perché, Irene ha scoperto che molti più ragazzi potrebbero frequentare i corsi se solo avessero modo di raggiungere l’istituto (che è riconosciuto a livello legislativo, ndr), così torna da Massimo e gli spiega che servirebbe uno scuolabus ma che, ancora una volta, mancano fondi. Di nuovo, il cofondatore di Genio in 21 Giorni, attiva la sua rete e i tanti formatori (certificati dall’Università Popolare di Milano) che la compongono raccolgono questo nuovo invito e mettono insieme la somma necessaria ad acquistare lo scuolabus… che tra pochi giorni verrà caricato su un cargo con direzione Douala dove arriverà proprio in tempo per l’inizio della scuola.

  • Antonella |

    Brava Irene. Bravo Massimo. Continuate così!

  • basse |

    Una signora sei e rimara la tua détermination a pagamento continui cosi

  • Irene |

    Grazie mille mia cara

  • Agnese |

    Forza Irene la tua determinazione è un esempio . Agnese

  • Stefania Bustaggi |

    Grazie. Sono queste le notizie e le storie che incoraggiano!

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