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Bye Bye Africa

Questo blog dal 2007, a fasi alterne, ha pubblicato le notizie dall’Africa che nessuno pubblicava. Ho cominciato a occuparmi di politica estera dai banchi di scuola, appassionandomi ai racconti degli inviati di allora sui quotidiani e sui settimanali. Quando ancora si leggeva sulla carta. Ne sono stato sempre affascinato. Attratto dall’idea della mondialità, dall’apertura alle altre culture. Molti anni dopo, sono approdato nella redazione del Sole 24 Ore che si occupava di Esteri, per me era un sogno che si realizzava. Poi, prima dell’esplosione di Internet chiesi di trasferirmi al Sole.com, la redazione del sito di news del mio giornale. Ricordo, quando decisi, qualche collega più anziano mi sconsigliava di farlo: “Sei matto ad andare via dagli Esteri per il sito”. Succedeva poco prima dell’esplosione di Internet e delle notizie lette dal video di uno smartphone, un’evoluzione che ha travolto il modo stesso di concepire il giornalismo come era stato fino ad allora. Decisi in quel periodo di aprire, in assoluta solitudine, questa finestra sull’Africa. Il Blog Africa del Sole è stato un riferimento per chi seguiva le vicende del continente nero. A me questo diario digitale ha portato fortuna. Grazie a questa finestra e al mio interesse verso le cose africane dopo qualche tempo mi è stato chiesto di commentare ogni mese i fatti economici africani più rilevanti su Nigrizia, il mensile dei comboniani riferimento assoluto in Italia per chi si occupa di questi temi. Grazie poi a un lungo articolo (Bye Bye Africa) chiestomi da Nigrizia e pubblicato su questo Blog, che raccontava la politica americana in Africa ai tempi di George W. Bush ho vinto nel 2008 il primo premio al concorso giornalistico in memoria di Enzo Baldoni, istituito dalla Provincia di Milano. Quando le province c’erano ancora. Con i proventi di quel premio e con l’aiuto di tante persone, tra cui alcuni docenti universitari africani, organizzai una Scuola di giornalismo in Africa a Fontem, la cittadella dei focolari in Camerun, in questo periodo al centro di tensioni e attentati da parte dei separatisti anglofoni che reclamano l’indipendenza. Da quell’esperienza formativa lanciammo il sito di informazione AfricaTimesNews, che voleva essere una piattaforma digitale, un network di giornalisti, che metteva insieme le notizie delle varie aree africane che non finiscono nel giro delle grandi agenzie mondiali. Insomma da questo piccolo sasso gettato nel mare magnum dell’informazione digitale sono nate tante cose. Poi ancora ho cominciato a occuparmi di altro. Passato nella redazione di Finanza del Sole continuando sempre a seguire le questioni internazionali, dal punto di vista però dei mercati e delle società di vari settori. Dal primo settembre in ultimo ho iniziato il mio nuovo incarico di Corrispondente dagli Stati Uniti per il mio giornale. Dai Paesi più poveri del mondo sono chiamato a occuparmi ora di ciò che accade nella prima potenza mondiale: l’America. Nell’era di Trump. Nella capitale finanziaria mondiale: New York. Il mio lavoro è a poche centinaia di metri da Wall Street, la Borsa americana. E allora ho deciso di rinominare il mio vecchio diario di bordo. Da oggi AFRICA diventa AMERICA. Continuate a seguirmi. Cercherò di raccontarvi giorno dopo giorno questo paese. Con lo stesso sguardo. E la stessa onestà intellettuale. Buona lettura