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Un c/c per costruire un ospedale in Burundi

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. La Banca di credito cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate lancia un’iniziativa per costruire un ospedale pediatrico in Burundi…

La finanza si fa solidale a fatti, non a parole. La Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate ha raccolto l’appello dei volontari italiani per la solidarietà ai Paesi emergenti (Vispe) per realizzare urgentemente un nuovo reparto pediatrico nel centro ospedaliero di Mutoyi in Burundi, ed oltre ad una raccolta fonti itinerante sul territorio di sua competenza, Altomilanese e Varesotto, lancia ora la sfida all’intero territorio nazionale. Ha da poco istituito il conto corrente numero 22608/07, dove è possibile versare  dei fondi per la realizzazione di un centro pediatrico in Burundi, paese dove la mortalità infantile si attesta ancora attorno all’11,4% e dove l’assistenza medica ed infermieristica è troppo spesso affidati ai volontari ed ai missionari, soprattutto nei piccoli centri. A Mutoyi si trova una missione che opera sul territorio da oltre 30 anni. Mutoyi si trova a 1.700 metri d’altezza nella provincia e diocesi di Gitega, l’antica capitale, al centro del Paese (oggi lo è Bujumbura, sul Lago Tanganica, al confine col Congo).

“Vogliamo portare un salto di qualità nella vita quotidiana delle famiglie africane – spiega Lidio Clementi, presidente Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate –. I grandi cambiamenti partono da i piccoli gesti che ognuno di noi è disposto a fare. Come Bcc abbiamo deciso di finanziare ogni due anni un progetto internazionale per migliorare le condizioni di vita nel Terzo Mondo. Contiamo sull’appoggio di tutti per riuscire nell’impresa. 

Vispe

Il Vispe, acronimo di “volontari italiani per la solidarietà ai paesi emergenti”, è un’organizzazione non governativa di volontariato internazionale di ispirazione cristiana. Attivo da oltre 30 anni in Brasile, Burundi, Guinea Bissau e Nepal, il Vispe ha la sua sede centrale a Opera, in provincia di Milano, e gruppi organizzati in tutta la regione Lombardia.

Ufficialmente sorto nel 1977 ma attivo già dal 1969, il Vispe ha stabilito la sua prima zona d’intervento in uno dei Paesi più poveri del mondo: il Burundi, in particolare in Mutoyi, comune di Bugendana, nella Provincia di Gitega. Lo sforzo di questi 30 anni di presenza ininterrotta è servito a realizzare i centri di sviluppo di Mutoyi e Bugenyuzi, costituiti da un insieme organico di unità produttive (con una occupazione indotta per oltre 40mila persone), dal settore sanitario articolato in unità centrali e periferiche (con un centro sanitario di consultazione e cura, maternità, sala operatoria, day hospital, ospedalizzazione per oltre 100 posti letto, cui si rivolgono quotidianamente oltre mille pazienti), e molto altro. A Mutoyi, ad esempio, c’è Nkuba, casa per anziani, orfanotrofio e luogo di riabilitazione e cura per bambini denutriti.

Il Vispe coopera strettamente con i missionari, i sacerdoti e le religiose nei programmi di sviluppo e promozione umana, e testimonia sul campo il vincolo di fratellanza con cui intende legarsi alla popolazione locale e contribuire a realizzare la presenza di una chiesa missionaria.

La regola del Vispe e semplice e precisa: “andare verso i poveri, vivere con loro, imparare da loro, ideare piani con loro, incominciare con ciò che sanno, crescere insieme, fino alla loro autonomia”.  Informazioni più dettagliate su www.vispe.it

Burundi

Il Burundi è un Paese dell’Africa Centrale. Confina a nord con il Rwanda, a sud e a est con la Tanzania, a ovest con la Repubblica democratica del Congo. La sua superficie è di 27.834 chilometri quadrati, per una popolazione di oltre 7 milioni di persone, di cui il 93% abitanti in ambiente rurale. È un Paese densamente popolato, con 266 abitanti per chilometro quadrato, una crescita demografica stimata attorno al 2,9% annuo e una speranza di vita di poco più di 40 anni. Il rapporto tra i sessi è di circa 94 uomini per 100 donne; i minori di 15 anni costituiscono il 46,1% della popolazione, mentre gli over 60 sono solo il 5,4%.

Il Burundi è tra i Paesi più poveri al mondo e la povertà è strettamente legata ad un analfabetismo che tocca il 35% degli uomini e il 48% delle donne con età superiore ai 10 anni. L’economia è basata in larga parte sulle risorse agricole, che rappresentano il 56% del prodotto interno lordo. Dopo un decennio di guerra civile, le condizioni di vita della popolazione sono ulteriormente peggiorate e la percentuale di coloro che vivono al di sotto della soglia di povertà assoluta è passata dal 34 al 68%.