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Kenya, raid militare a Ovest: 30mila persone in fuga

Operazione militare dell’esercito kenyano nell’Ovest del Paese: 30mila persone in fuga. A Nairobi si discute di Governo, nel Paese si continua a morire…

La Croce Rossa ha fatto sapere che almeno 30.000 persone hanno abbandonato le loro abitazioni a causa di un’operazione lanciata dall’esercito nella zona occidentale del Kenya. Secondo quanto riferito da un ufficiale, le forze governative hanno avviato il raid nella giornata di ieri per individuare un gruppo sospettato di aver partecipato agli scontri che hanno insanguinato negli ultimi due mesi la regione.
Ochiemo Cheptai, della Croce Rossa keniana, ha precisato che l’esercito ha bombardato diversi villaggi nell’area del Monte Elgon, dove si sospetta abbia trovato rifugio la Forza di difesa della terra Sabaot. Il parlamentare locale Fred Kapondi ha accusato i militari di prendere di mira i civili, invece dei miliziani. Dichiarazione smentita dal commissario distrettuale locale, Mohamud Birik.
Dibattito serrato e aspro in corso in Kenya sul nuovo governo di grande coalizione deciso in maniera condivisa per por fine ai due mesi di tremende violenze che hanno fatto seguito alle elezioni del 27 dicembre scorso.
Intanto la gente continua a uccidersi, ma non è più una deriva politica, bensì l’eterna battaglia tra agricoltori ed allevatori di bestiame, da sempre foriera di centinaia di morti all’anno, e che non sarà certo una grande coalizione in grado di cancellare, almeno in tempi brevi.
Fonti concordi segnalano scontri con almeno una quindicina di vittime solo nell’ultima settimana nel distretto di Laikipia (Rift Valley, centro ovest); battaglie con morti e feriti anche sui monti Elgon, a cavallo del confine ugandese, dove sono intervenuti oggi elicotteri della polizia per disperdere le bande che si scontravano. Tragedie endemiche, che occorrerà molto tempo a risolvere, se mai lo si farà.
Ma intanto si costruisce il governo. Sui giornali di stamani spiccano le foto del presidente Mwai Kibaki (la cui contestata elezione ha scatenato le violenze: oltre 1.000 morti, 600.000 sfollati, un paese già fiore all’occhiello dell’Africa in ginocchio) ed il leader dell’opposizione Raila Odinga che seguivano insieme un torneo internazionale di golf in un esclusivo club, il Karen, di Nairobi.
Si è alla stretta finale. Odinga sarà premier (figura che non esisteva nella costituzione keniana, squisitamente presidenziale), ci saranno due vice, ed è battaglia sui nomi.
Ci si scanna inoltre su numero e peso dei ministeri (grosso modo sarà 50 e 50), e direzione delle cariche pubbliche strategiche.
Poi si tenterà di rilanciare l’economia e ritessere le principali fila sociali. Per pastori e contadini che si ammazzavano prima e continuano a farlo dopo c’è sempre tempo.