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Egitto, scrisse di malattia Mubarak: 6 mesi di carcere

La Corte del Cairo ha condannato a sei mesi di carcere Ibrahim Eissa, direttore del quotidiano Al Dustur, accusato di avere diffuso deliberatamente notizie false sulla salute di Hosni Mubarak, in un lungo editoriale pubblicato lo scorso agosto in cui scrisse che il presidente stava per morire.

I legali di Eissa hanno riferito che faranno ricorso in appello. Secondo l’accusa, «le informazioni false» diffuse da Al Dustour avrebbero «danneggiato l’interesse pubblico e la stabilità nazionale», oltre a provocare un un clima di incertezza sui mercati finanziari. Funzionari della banca centrale egiziana hanno dichiarato che le voci sulla cattiva salute del presidente diffuse tra il 29 e il 30 agosto hanno spinto investitori stranieri a ritirare in 48 ore più di 350 milioni di dollari dal Paese.
«È un verdetto contro tutte le convenzioni internazionali per la tutela dei diritti umani», ha dichiarato Eissa subito dopo la sentenza, «e conferma l’intoccabilità del presidente Mubarak e il rifiuto di qualsiasi critica a lui e alle sue politiche». Nonostante il processo sia stato spostato per la sua ultima udienza nel distretto di Boulak, alla periferia della capitale, lontano dal clamore della stampa che si era creato nei mesi scorsi intorno alla vicenda, molti giornalisti hanno atteso Eissa per riportare le sue dichiarazioni. «Il regime sta cercando di tutelarsi perchè sa che il Paese sta precipitando in una grave crisi economica», ha affermato l’editorialista, da sempre critico verso il presidente, «ma se la mia prigionia servirà a denunciare la situazione e portare più pane al popolo, allora sono pronto ad affrontarla».
Già a settembre, quando almeno sette giornalisti furono condannati a un anno di carcere per aver diffamato esponenti del partito Nazional-democratico (Ndp) di Mubarak, Stati Uniti e Unione europea hanno duramente criticato il governo egiziano per le limitazioni alla libertà di stampa.
Secondo gli analisti, l’insofferenza del presidente settanovenne (dal 1981 ininterrottamente al potere) a qualsiasi tipo di critica si deve al tentativo di spianare la strada del potere a suo figlio Gamal.