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Comore, Bacar chiede asilo alla Francia. Proteste

La Francia "sta valutando la richiesta di asilo politico" presentata da Mohamed Bacar, ex presidente dell’isola comoriana Anjouan, deposto due giorni fa dall’intervento dell’esercito delle Comore e delle truppe inviate dall’Unione africana. Proteste, disperse dalla polizia, si sono verificate anche a Moroni. I comoriani chiedono che Bacar sia consegnato alle Comore per essere processato. Sono state bruciate automobili e diverse persone sono state ferite.

Bacar "si trova oggi sotto il controllo della gendarmerie" nell’isola francese di Mayotte, stando a quanto precisato dal segretario di Stato all’Outre-mer, Yves Jégo.  Oggi si sono tenute a Mayotte diverse manifestazioni di cittadini dell’isola di Anjouan contro la presenza del colonnello Bacar, mentre sono state rafforzare le misure di sicurezza all’aeroporto di Pamandzi. Numerosi manifestanti si sono detti "disgustati" dalla protezione accordata dalla Francia all’ex presidente.
Bacar è giunto ieri a Mayotte con un imbarcazione, accompagnato da 23 militari. I soldati hanno poi consegnato le loro armi alla gendarmeria locale e Bacar ha chiesto asilo politico alla Francia. Oggi Bacar, che era andato a stare nella residenza di suo fratello nell’isola, è stato trasferito all’aeroporto di Mayotte, Pamandzi. Parigi, secondo fonti della prefettura locale, sta esaminando la sua richiesta di asilo o in alternativa una «destinazione» per il leader deposto martedì scorso dall’intervento armato di forze comoriane e dell’Unione africana.
A Moroni, capitale delle Comore, stamane le forze dell’ordine hanno disperso con lancio di gas lacrimogeni diverse centinaia di persone che protestavano davanti all’ambasciata francese.
Il colonnello Bacar aveva preso il potere con un colpo di Stato nel 2001 e era stato eletto presidente di Anjouan il 31 marzo del 2002.