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Uganda, salta la firma dell’accordo di pace

Saltata, per l’ennesima volta, la firma dell’intesa di pace tra governo ugandese e ribelli dell’ Esercito di Resistenza del Signore, Lra. La delegazione governativa – rendono noto fonti ufficiali – ha lasciato stamani Ri-Kwabanda, località sudanese a cavallo del confine con la Repubblica Democratica del Congo, dove ieri il protocollo avrebbe dovuto essere firmato, per rientrare a Kampala.

Per l’ennesima volta il leader dell’Lra, Joseph Kony, pur avendo annunciato la presenza e la volontà di firmare, non si è presentato. Chiede, si apprende da fonti concordi, ulteriori garanzie di sostanziale non perseguibilità.
Su Kony ed altri leader dell’Lra pende un mandato di cattura internazionale del Tribunale dell’Aia per crimini di guerra, ed ogni altro possibile tipo di orrore. Nell’intesa si prevede che non sarà estradato, ma giudicato da una sorta di corte tradizionale ugandese. Ma Kony vuole, a quanto pare, essere certo che anche questo pseudo tribunale non lo persegua più di tanto: magari solo formalmente, ma non certo sostanzialmente.
Intanto la delegazione governativa ha fatto sapere che tornerà solo quando sarà sicura che Kony è veramente disponibile a firmare senza richieste ulteriori.
L’Lra ha insanguinato il Nord dell’Uganda con una spietata guerra civile durata almeno 21 anni. Circa 100.000 morti, 20.000 bimbi, ragazzi e ragazze, rapiti e ridotti in schiavitù, crudeltà senza fine, e quasi un milione di persone, in pratica tutti gli abitanti della regione, costretti a vivere per lustri in disperati campi profughi dove mancava anche l’indispensabile per sopravvivere. Ormai da oltre un anno la ribellione è di fatto terminata.