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Zimbabwe nel caos. Leader africani: subito i risultati

I leader dei paesi della Sadc, l’organizzazione che riunisce 14 stati dell’Africa australe, hanno chiesto oggi la rapida diffusione dei dati delle elezioni presidenziali del 29 marzo nello Zimbabwe. Ma intanto la Commissione Elettorale del Paese africano (Zec) ha annunciato questa mattina che intende procedere sabato prossimo alla riconta dei voti in 23 circoscrizioni, facendo seguito alle denunce di brogli presentate dal partito Zanu-Pf, al potere da 28 anni. Mentre l’Alta corte del Paese si oppone alla riconta dei voti, voti che non sono stati ancora diffusi. Insomma è in atto un vero e proprio scontro istituzionale. Con Mugabe che non vuole lasciare il potere.

L’opposizione del movimento per il cambiamento Democratico (Mdc) respinge le accuse di aver corrotto gli scrutatori e ribadisce che a vincere al primo turno è stato il suo candidato Morgan Tsvangirai. In assenza di qualsiasi dato ufficiale sulle presidenziali, lo Zanu-Pf lascia però intendere che si potrebbe andare al ballottaggio fra Tsvangirai e Robert Mugabe, presidente dal 1980.
I leader della Sadc, riuniti da ieri in sessione d’emergenza Lusaka, capitale dello Zambia, hanno chiesto alla Zec una rapida diffusione dei risultati esortando tutte le parti a rispettarli. In caso di ballottaggio «il governo dello Zimbabwe dovrà assicurare che il voto si svolga in un’atmosfera sicura» e nel rispetto degli standard internazionali, si legge in un comunicato dell’organizzazione regionale, che promette anche l’invio di una missione di osservatori.
Mugabe ha disertato il vertice, inviando tre suoi ministri. Tsvangirai è invece presente.
Intanto l’Alta corte dello Zimbabwe ha ordinato alla Commissione Elettorale (Zec) di astenersi dalla riconta dei voti delle elezioni presidenziali del 29 marzo dato che i risultati non sono stati ancora annunciati. La Corte si è pronunciata dopo che la Zec ha annunciato questa mattina la decisione di ricontare sabato prossimo i voti in 23 delle 210 circoscrizioni, in seguito a denunce di brogli da parte dello Zanu-Pf, il partito al potere da 28 anni. L’opposizione del movimento per il Cambiamento Democratico (Mdc) di Tsvangirai si è allora rivolta all’Alta Corte per chiedere la sospensione del nuovo conteggio. «Il giudice ritiene non soltanto illegale ma grossolanamente irragionevole ordinare di ricontare i voti prima che siano diffusi i risultati. Un candidato può chiudere un nuovo conteggio entro le 48 ore successive alla diffusione dei risultati», ha detto all’agenzia stampa tedesca Dpa l’avvocato dell’Mdc Selby Hwacha, riferendo della decisione della Corte. L’Alta corte deve pronunciarsi lunedì su un altro ricorso presentato dall’Mdc, che chiede la rapida diffusione dei risultati elettorali.