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Zimbabwe tra alta tensione e sciopero generale

L’omicidio di un agente elettorale del partito di opposizione (l’Mdc) nella sua fattoria, a nordovest di Harare, ha contribuito oggi a insanguinare in Zimbabwe una giornata già gravida di tensioni: l’Alta Corte in mattinata aveva respinto un ricorso della stessa opposizione per sollecitare l’immediata diffusione dei risultati delle elezioni presidenziali del 29 marzo scorso, che sostiene di aver vinto.

In aggiunta, un avvocato dell’Mdc ha annunciato la contestazione dei risultati elettorali per circa 60 seggi elettorali assegnati dalla Commissione Elettorale dello Zimbabwe (Zec) al partito di governo capeggiato dal presidente della Repubblica, Robert Mugabe.
Tutto questo alla vigilia di uno sciopero generale proclamato per domani dal Movimento per il Cambiamento Democratico (Mdc), proprio per riaffermare la propria tesi di aver vinto le elezioni (sia a livello parlamentare che presidenziale), mentre un portavoce della polizia rende noto che «la forza di reazione nazionale – che associa polizia ed esercito – è stata attivata…per proteggere i cittadini rispettosi della legge che vorranno svolgere le loro normali attività».
L’agente elettorale dell’Mdc ucciso, Tapiwa Mubwanda, è stato pugnalato – hanno reso noto suoi compagni di partito – da un gruppo di 20 sostenitori del partito di Mugabe che lo hanno aggredito nella sua fattoria ed hanno ferito gravemente suo fratello, Lainos Mubwanda. Secondo la polizia la vittima è stata accoltellata in seguito ad un litigio con tre altre persone. «Alcuni ambienti hanno fatto riferimento ad un incidente di carattere politico – ha affermato un portavoce della polizia, Wayne Bvudzijena – ma i primi elementi dell’indagine non confermano questa tesi».
«Come tutti sanno – ha detto lo stesso portavoce riferendosi poi allo sciopero generale di domani – gli scioperi passati sono stati caratterizzati da saccheggi e minacce. Quelli che turberanno la pace civile saranno trattati severamente e fermamente». «L’appello dell’Mdc – ha aggiunto – mira a creare disordini e ci sarà una risposta seria delle forze di sicurezza la cui responsabilità è quella di mantenere la legge e l’ordine in tutto il paese».
In mattinata l’Alta Corte di Harare aveva respinto il ricorso dell’Mdc per ottenere che fossero resi noti subito i risultati delle elezioni, che secondo le fonti dell’opposizione avrebbe sancito la vittoria del suo capo, Morgan Tsvangirai. Il giudice Tendai Uchena aveva dichiarato: «Il ricorso Š respinto e le spese di giustizia restano a carico dei ricorrenti».