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Tutu: salviamo Zimbabwe da guerra civile

L’arcivescovo sudafricano Desmond Tutu, premio Nobel per la pace, chiede di imporre "con urgenza un embargo internazionale alla vendita di armi allo Zimbabwe" e sollecita l’invio nel Paese africano "osservatori disarmati da altri paesi africani" per scongiurare una "guerra civile".

In un intervento scritto a quattro mani con il Presidente dell’Open Society Institute, Aryeh Neier, e pubblicato oggi da Repubblica, Tutu denuncia "l’escalation di violenza contro il partito di opposizione, il Movimento per il Cambiamento Democratico (Mdc)", dopo le elezioni del 29 marzo, e lancia un appello all’Unione Africana, perché "con il sostegno dell’Onu", venga inviata "una missione investigativa per stabilire quali eventuali misure aggiuntive intraprendere, per adempiere al principio internazionalmente accettato della ‘responsabilità di proteggere’". Un principio adottato all’unanimità nel 2005 dal Vertice mondiale Onu, ricorda l’arcivescovo, ma fonte di polemiche, "perché implicherebbe l’uso della forza militare a scopo di intervento umanitario". "Noi consideriamo il ricorso alla forza militare solo come estrema ratio – prosegue il Premio Nobel – quando si debba prevenire o bloccare la perdita su larga scala di vite umane, secondo quanto riconosciuto in sede di vertice Onu. Il primo passo è raccogliere informazioni affidabili così da capire quali misure internazionali servano a prevenire un disastro".
Tutu ricorda come sia "estremamente arduo ottenere informazioni oggettive" in Zimbabwe, per questo suggerisce di inviare "osservatori disarmati da altri paesi africani, la cui presenza e capacità di fornire informazioni oggettive potrebbero impedire che le violenze delle ultime settimane continuino o aumentino tanto da richiedere un intervento militare". L’arcivescovo invoca a tale scopo l’articolo 4 dell’atto costitutivo dell’Unione Africana, che sancisce il diritto dell’Unione a intervenire in uno stato membro a seguito di una decisione dell’Assemblea in presenza di gravi circostanze quali crimini di guerra, genocidio e crimini contro l’umanità (nonché serie minacce all’ordine legittimo). "Gli osservatori disarmati potrebbero anche contribuire a far sì che gli aiuti alimentari internazionali di emergenza, da cui dipende oggi la sopravvivenza di gran parte della popolazione dello Zimbabwe, vengano distribuiti in maniera equa, indipendentemente dall*orientamento politico di chi li richiede", aggiunge Tutu.
"Quest’anno l’Unione Africana, grazie al buon operato dell’ex Segretario Generale dell’Onu Kofi Annan, ha evitato un disastro in Kenya dopo l’ondata di violenza seguita a un’elezione contestata – conclude il Premio Nobel per la pace – a quanto sembra lo Zimbabwe corre un pericolo analogo. Ancora una volta l’Unione Africana, con il sostegno dell’Onu, dovrebbe fornire una leadership che dimostri che l’Africa ha la capacità e la volontà di risolvere una grave crisi, facendo in modo di mitigare le sofferenze del popolo africano".