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Maxi-causa per vittime apartheid contro major Usa

Un’azione legale gigantesca per le vittime dell’apartheid contro le multinazionali americane che potrebbe sfociare in una richiesta di risarcimenti danni da 400 miliardi di dollari

La Corte Suprema degli Stati Uniti si è fatta da parte nell’iter di una causa legale internazionale che vede le vittime dell’apartheid in Sudafrica contrapposte ad alcune grandi società americane.
L’incompatibilità di quattro dei nove giudici di Washington ha costretto la Corte a dichiararsi impossibilitata a giudicare, permettendo così alla causa di andare avanti.
L’azione legale ha il potenziale di sfociare in una gigantesca richiesta danni, dell’ordine di 400 miliardi di dollari, da dibattere nei tribunali statunitensi. Le vittime dell’apartheid accusano multinazionali americane di aver violato in passato le leggi internazionali appoggiando il governo sudafricano all’epoca dell’apartheid.
Per la regole della Corte Suprema, almeno sei dei nove giudici devono pronunciarsi su una causa. Ma quattro di loro si sono dichiarati incompatibili, per legami o investimenti fatti in passato con le società coinvolte. Le corti federali di fronte alla quali si dibatte la maxi-causa potranno così procedere senza un intervento del massimo organo giudiziario americano, che era stato chiamato a pronunciarsi sulla competenza dei tribunali americani a decidere su un tema del genere.