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Fao, nei Pvs aumenta rischio fame. L’import alimentare costa il 40% in più

Il costo totale delle importazioni alimentari nei Paesi in via di sviluppo raggiungerà i 169 miliardi di dollari nel 2008, registrando così un aumento del 40% rispetto all’anno precedente

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. E’ quanto denuncia la Fao nel rapporto ‘Food Outlook’ (Prospettive alimentari), presentato oggi a Roma. Il prezzo dei generi alimentari ha registrato un aumento del 53% nei primi tre mesi del 2008, ad aprile è rimasto stabile, ma la Fao ritiene improbabile che possa tornare ai livelli bassi degli anni passati.
"Centinaia di milioni di persone rischiano di finire sotto la soglia di povertà se i prezzi continueranno a salire – ha ammonito il Vice direttore generale della Fao, Hafez Ghanem, in conferenza stampa – per scongiurare tale scenario, la produzione agricola dovrebbe aumentare del 50% e quella della carne dell’85%". Il Vice direttore generale della Fao ha ricordato che oggi si contano già 854 milioni di persone che soffrono la fame.

Il prezzo dei generi alimentari rimarrà alto, ammonisce la Fao, anche se si registrano aumenti nel settore della produzione, perché occorrerà ricostituire le scorte e si prevede un maggior consumo o utilizzo dei raccolti.
Il Vice direttore della Fao ha riferito oggi di un aumento del 3-4% della produzione agricola a livello mondiale, ma ha anche sottolineato come ci siano "enormi margini" per potenziare tale settore, soprattutto guardando al continente africano, la cui produttività è oggi "circa un terzo di quella asiatica e un settimo-un decimo di quella in Europa e nell’America del Nord".
"A breve termine occorre aumentare la produzione agricola per far fronte ai rincari – ha detto Hafez Ghanem – ma a lungo termine bisogna sostenere la costruzione delle infrastrutture e finanziare la ricerca".
Ghanem ha anche ricordato come gli aiuti economici al settore agricolo da parte delle grandi istituzioni finanziarie siano passati dal 10% del 1996 al 3% del 2006. "Bisogna cambiare direzione – ha detto – occorre investire di più, per cogliere l’opportunità che questa crisi ci offre, ossia rilanciare lo sviluppo agricolo, ricordando che il 75% delle persone che vive oggi nei paesi in via di sviluppo sono agricoltori".
"Ai leader mondiali che si riuniranno a Roma per il vertice Fao chiederemo l’impegno politico di agire subito e di sostenere lo sviluppo agricolo", ha concluso.