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Burundi, rientra capo ribelli. Finita guerra civile

Con il rientro dopo vent’anni di clandestinità nella capitale Bujumbura del leader storico della guerriglia del Fronte nazionale di liberazione (Fnl), Agathon Rwasa, può dirsi del tutto conclusa la guerra civile che ha sconvolto il Burundi dal ’93 al 2005 facendo centinaia di migliaia di vittime. Una guerra che, malgrado la pace del 2005 fra governo e gruppi ribelli, era tenuta aperta proprio dall’ «irriducibile» gruppo ribelle facente capo a Rwasa.

Rwasa è giunto oggi a Bujumbura a bordo di un aereo di linea del Sudafrica, il cui governo è stato il grande mediatore della vicenda. Ad accoglierlo c’erano alcuni ministri burundesi, e buona parte del corpo diplomatico. Con lui sono rientrati a Bujumbura anche altri leader dell’Fnl insieme al mediatore sudafricano, Charles N’kakula.
La guerra civile burundese è costata almeno 300.000 vittime e oltre un milione di profughi. Di questi molti si sono rifugiati in Tanzania, dove sono ormai residenti, magari da oltre 10 anni, e hanno messo su famiglia. Non a caso la nazionalità tanzaniana è stata concessa a chi ne abbia fatto richiesta, cioè quasi a tutti.
L’accordo di pace fu firmato nel 2005 nell’ambito di una mediazione Onu. Il Fnl disse no, e continuò ad attaccare dai suoi feudi, le colline intorno a Bujumbura. Poi anche il Fnl firmò la pace nel 2006, disattesa: le offerte di rappresentanza politica nel governo parvero agli irriducibili insufficienti.
Infine lo scorso aprile ci fu un ultimo attacco, forse «montato» dai duri dell’esercito, contro la capitale e altre sanguinose quanto futili battaglie futili si susseguirono.
Oggi la guerra è giunta alla fine, almeno si spera.