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Congo tra corruzione e avanzata cinese: il Belgio chiude i consolati. Se ne vanno i vecchi colonizzatori

Il Belgio ha chiuso i suoi consolati di Bukavu e Lubumbashi, città ad est della Repubblica democratica del Congo (Rdc), come richiesto dal governo di Kinshasa, le cui relazioni diplomatiche con Bruxelles stanno attraversando una seria crisi.  I consolati del Belgio a Bukavu, capitale del sud Kivu (est), e a Lubumbashi, capitale del Katanga (sud-est), hanno ufficialmente chiuso i battenti oggi per un periodo di tempo illimitato. "Speriamo che si tratti di un atto provvisorio" ha indicato un diplomatico belga, precisando che la riapertura dipenderà dall’evoluzione delle relazioni tra i due governi. L’ambasciata del Belgio a Kinshasa non ha rilasciato alcun comunicato ufficiale.

Tra la Rdc e il Belgio non corre buon sangue dalla fine di maggio scorso quando la Rdc aveva deciso di richiamare il suo ambasciatore in Belgio e chiudere il suo consolato ad Anvers (nord) per protestare contro alcune critiche formulate lo scorso 18 maggio dal ministro belga per gli Affari esteri, Karel De Gucht, sulla corruzione in Rdc e sull’aumento di influenza dei cinesi. In quell’occasione, De Gucht, noto per la sua franchezza, aveva invocato un "obbligo morale" del Belgio di occuparsi degli affari interni di un Paese al quale versa importanti aiuti allo sviluppo. La scorsa settimana, il Primo ministro belga Yves Leterme aveva dichiarato che i due Paesi si stavano sforzando di "normalizzare" le loro relazioni, dopo un colloquio avuto con il suo omologo congolese, Antoine Gizenga, ma senza incontrare il presidente Joseph Kabila.