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Chad, i ribelli puntano verso la capitale. La Francia non interverrà a difesa del presidente Deby

I ribelli del Chad affermano di aver conquistato la città di Am-Dam, circa 600 chilometri a est della capitale N’Djamena, alla quale i ribelli dicono di puntare.
«Abbiamo preso la città a metà giornata. Le truppe governative non hanno opposto grande resistenza», ha detto all’agenzia France Presse Ali Gueddei, portavoce dei ribelli ciadiani dell’Alleanza nazionale. «Il nostro obiettivo – ha aggiunto il portavoce – non è prendere le città eliminare gli ostacoli sulla strada per N’Djamena. Non resteremo, il nostro obiettivo è N’Djamena».
Am-Dam si trova circa 110 chilometri a nord-ovest di Goz Beida, occupata per breve tempo ieri dai ribelli. Am-Dam e Goz Beida sono entrambe sulla strada verso est che conduce alla capitale del Ciad.

Il generale Mahamat Nouri, il capo militare dell’Alleanza nazionale, il movimento ribelle che vuole rovesciare il presidente del Ciad Idriss Deby ha affermato che "l’obiettivo" della nuova offensiva lanciata mercoledì resta la capitale, pur sottolineando che è "sempre aperto ai negoziati".
"L’obiettivo è sempre N’Djamena. Attaccare e occupare le città non è la nostra priorità. Vogliamo distruggere progressivamente il nemico, l’esercito ciadiano. Dobbiamo utilizzare la sorpresa ma anche il confronto diretto. Quando è favorevole, possiamo anche ricorrere alle imboscate", ha dichiarato in una intervista all’Afp il generale Nouri, raggiunto via telefono da Libreville.
Il capo ribelle, che a febbraio aveva guidato l’offensiva arrivando a mettere sotto assedio il Palazzo presidenziale a N’Djamena, si è rifiutato di fare previsioni in termini di tempo.
"A breve termine, può voler dire un giorno come sei mesi". Per contro, non è apparso preoccupato per l’avvicinarsi della stagione delle piogge che potrebbe impedire i movimenti dei suoi uomini. "C’è tempo, la vera stagione delle piogge comincia solo a luglio".
Per quanto riguarda il Sudan che N’Djamena accusa di essere dietro l’attacco ribelle, Nouri afferma: "Il Sudan è un partner, ma non siamo più in Sudan. Il governo del Ciad dice quello che vuole ma noi lo consideriamo un insulto. I sudanesi non decidono al nostro posto. Non ci spingono alla guerra. E’ una decisione grave quella di fare la guerra".
Il capo militare ha detto a chiare lettere che una soluzione negoziata è "possibile". "Abbiamo sempre detto che i negoziati sono preferibili alla guerra – ha proseguito – Sfortunatamente, Idriss Deby non vuole la pace. Ricordatevi, aveva detto che era arrivato al potere ‘tramite un Dio di passaggio in Africa’ ma con le armi. Non vuole lasciare il potere".
"E’ colpa di Deby – ha insistito – La pace è come il matrimonio.
Bisogna essere in due. La guerra, è il contrario. E’ sufficiente che un dei due voglia farla ed è guerra".
"Siamo sempre stati aperti ai negoziati. Vogliamo una conferenza nazionale in presenza di tutte le parti. Tutti vi devono partecipare, altrimenti nessuno potrà governare", ha chiarito il generale i cui uomini oggi hanno occupato un’altra città avvicinandosi ulteriormente alla capitale.
Nouri ha espresso rammarico per gli scontri di sabato durante la presa di Goz Beida (est) da parte ribelle, fra i suoi uomini e i soldati dell’Eufor, la forza europea schierata nel Ciad orientale per protegggere le popolazioni civili e i rifugiati del Darfur.
"E’ un vero peccato. Me ne rammarico. La posizione dell’Eufor è giusta. Bisogna proteggere le popolazioni civili. Noi siamo favorevoli all’Eufor e i suoi soldati sono i benvenuti".
Il generale si è poi mostrato meno ben disposto nei confronti della Francia: "La posizione francese non è più neutrale. I francesi ci rendono la vita difficile. La loro aviazione partecipa direttamente ai combattimenti fornendo informazioni ai ciadiani e ci sorvolano regolarmente. Siamo costretti a spostarci continuamente".
La Francia non interverrà. La Francia, che con l’operazione Epervier dispone di mezzi aerei e terrestri in Ciad dal 1986, ha fornito un sostegno decisivo al presidente Deby durante l’attacco di febbraio.
"Le dichiarazioni di (Bernard) Kouchner (ministro degli Esteri francese)" a Abijan – secondo cui la posizione della Francia non è quella di sostenere il presidente Deby – "vanno nella giusta direzione. Bisogna dialogare. Quali sono le discussioni politiche di Deby? Quali elezioni ha organizzato?", si è interrogato, concludendo il generale Nouri.
La Francia ha assicurato che ‘non interverrà« in Ciad nel conflitto che oppone il governo del presidente Idriss Deby Itno ai ribelli dell’Alleanza nazionale, che in questi giorni hanno scatenato un’offensiva in direzione della capitale N’Djamena e oggi hanno annunciato di aver preso la città di Am-Dam. Lo ha dichiarato il ministro degli esteri francese, Bernard Kouchner.
»La Francia non è in posizione per intervenire. È un generale irlandese che comanda (la forza d’interposizione europea) Eufor composta da 17 nazioni«, ha detto Kouchner da Abidjan, in Costa d’Avorio, aggiungendo che »la Francia non è intervenuta e non interverrà più«. Kouchner ha anche detto che le forze dell’Eufor hanno »smentito« l’attacco dei ribelli verso la capitale.