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Fame, Kofi Annan al G-8: mantenete le promesse

Cento milioni di africani, che nel passato decennio erano riusciti a emergere dalla povertà più nera, rischiano oggi di sprofondare nuovamente nelle privazioni a causa della crisi alimentare che ha colpito il pianeta. È il grido lanciato dall’ex segretario dell’Onu Kofi Annan, che ha presentato a Londra il rapporto sull’Africa elaborato dall’Africa Progress Panel – la ‘commissione di vigilanza’ che valuta gli aiuti effettivi erogati al continente africano.

La commissione – fondata, fra gli altri, da Tony Blair, ex primo ministro britannico, e Bob Geldof, musicista e attivista nel settore dello sviluppo sostenibile – ha bacchettato i paesi ricchi dell’Occidente che, nonostante le buone intenzioni proclamate durante il vertice G-8 del 2005, non hanno mantenuto le promesse. Degli aiuti sbandierati tre anni fa a Gleneagles, infatti, mancano all’appello 40 miliardi di dollari: «Servono misure immediate. Le promesse che davvero contano – ha tuonato Kofi Annan in conferenza stampa – sono quelle che vengono mantenute». Il rapporto, pubblicato prima del consiglio Ue di Bruxelles e del vertice G8 in programma il 7-9 luglio prossimi sull’isola di Okaido, in Giappone, vuole quindi mettere pressione sui grandi del mondo perchè non voltino le spalle al continente africano.
«L’Africa – ha detto ancora Kofi Annan – ha fatto progressi sostanziali negli ultimi anni. Purtroppo, la crisi alimentare rischia di azzerare molti dei risultati così duramente ottenuti: con 100 milioni di persone che rischiano di sprofondare nuovamente nella povertà, il costo del cibo non verrà misurato con il prezzo del grano e del riso, ma con il crescente numero di morti, sopratutto bambini, che si verificheranno in Africa».
E sulla spinosa questione dei biocarburanti l’ex segretario dell’Onu è intervenuto con una raccomandazione. «A governi e compagnie dico: state attenti, non arriviamo al punto di destinare i migliori appezzamenti di terreno alla produzione dei biocarburanti. Sebbene le stime sull’impatto avuto dai biocarburanti sul rialzo dei prezzi variano – c’è chi dice il 40% e chi, come la delegazione americana al vertice Fao a Roma, il 2-3% – non si può negare che un impatto c’è stato».