Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Stati africani: il voto in Zimbabwe non potrà essere libero. Trucidata moglie sindaco Harare

Il ballottaggio presidenziale del 27 giugno prossimo nello Zimbabwe non potrà essere né «libero» né «regolare»: lo ha dichiarato il ministro degli Esteri della Tanzania, Bernard Bembe, a nome della ‘troika’ che guida a turno la Sadc, la Comunità per lo Sviluppo dell’Africa Australe, principale organizzazione politico-economica della regione. «La situazione nello Zimbabwe è peggiorata», ha avvertito in conferenza stampa Bembe, il cui Paese attualmente ricopre la Presidenza della Sadc, parlando anche a nome degli altri due componenti della ‘troikà, i colleghi di Swaziland e Angola.

«Ci sono tutti i segnali in tal senso», ha proseguito il capo della diplomazia tanzaniana, «e siamo dell’avviso che, dato il clima, c’è da temere uno svologimento non libero e non regolare delle elezioni presidenziali». Bembe ha aggiunto che lui e gli altri membri della ‘troikà, responsabile in particolare per la pace e la sicurezza, scriveranno ai rispettivi presidenti della Repubblica, affinchè «si attivino con urgenza per poter salvare lo Zimbabwe». Il giudizio della Sadc, che il 27 giugno prossimo schiererà 380 osservatori per seguire le operazioni di voto, si basa sugli elementi raccolti dai 211 che già si trovano nell’ex Rhodesia; due giorni fa, ha denunciato Bembe, alcuni tra loro assistettero direttamente all’assassinio di due persone per motivi di contrapposizione politica. Il ballottaggio vedrà sfidarsi il capo dello Stato uscente, Robert Mugabe, e il leader dell’opposizione, Morgan Tsvangirai, che vinse il primo turno del 29 marzo scorso ma, almeno ufficialmente, senza superare la soglia del 50 per cento dei suffragi più uno, che gli avrebbe consegnato l’immediata vittoria. Frattanto, stando
a indiscrezioni riferite dai giornali sudafricani, lo stesso presidente Thabo Mbeki avrebbe sollecitato Mugabe a cancellare l’appuntamento con le urne di venerdì prossimo, che potrebbe «esasperare ulteriormente la situazione», e a intavolare al più presto trattative con gli avversari per arrivare a un accordo di compromesso; il modello suggerito sarebbe stato quello della spartizione dei poteri, che in Kenya ha posto fine al conflitto tra il presidente Mwai Kibaki, rimasto in carica, e il suo principale oppositore Raila Odinga, divenuto ora premier.

Ieri Mbeki, a suo tempo investito della mediazione tra Mugabe e Tsvangirai proprio dalla Sadc, aveva incontrato entrambi i contendenti ad Harare, ma separatamente: vano il suo tentativo di convincerli a partecipare in via preliminare a una riunione a tre, che sarebbe stato il loro primo faccia a faccia
dallo scoppio della crisi. Possibilista Tsvangirai, che pure in passato aveva accusato l’intermediario di non essere imparziale, ma nessun impegno concreto da parte di Mugabe, al potere ininterrottamente da 29 anni: l’ipotesi di un incontro tra i due era così saltata subito.

Uccisa la moglie del sindaco di Harare
Il partito di opposizione Movimento per il Cambiamento Democratico (MCD) ha denunciato oggi il ritrovamento dei cadaveri di quattro suoi attivisti e di quello della
moglie del sindaco di Harare, recentemente eletto all’incarico.
Nessun dubbio per il MDC: un portavoce ha puntato il dito contro lo Zanu-Pf, il partito che fa capo al presidente in carica, Robert Mugabe, sostenendo che con queste ultime vittime sale a 70 il numero
degli esponenti del partito di opposizione trucidati in meno di tre mesi, da quando cioè si è tenuto il primo turno delle elezioni presidenziali, oltre a quelle parlamentari e locali, il 29 marzo scorso.

Il corpo della moglie del sindaco di Harare è stato trovato a nord della capitale; era stata pestata così violentemente con sbarre e pietre da rendere il suo volto praticamente irriconoscibile, ha riferito il portavoce del movimento, Nelson Chamisa. La giovane donna era stata rapita martedì con il figlioletto di appena quattro anni. Alcuni dei suoi sequestratori indossavano uniformi militari. Il bimbo è stato poi rilasciato.

Emmanuel Chiroto, il marito della vittima, non si trovava in casa al momento del rapimento. Anche gli altri attivisti trovati morti erano stati prelevati nelle loro abitazioni martedì. I loro corpi sono stati ritrovati a sud di Harare: erano stati feriti con delle aste acuminate, quindi uccisi a colpi di arma da fuoco. Il partito di
Mugabe ha negato ogni responsabilitá, limitandosi a dire che da parte del MDC queste accuse sono frequenti.