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Zimbabwe, trovati morti 4 giovani dell’opposizione

Sono stati ritrovati morti quattro giovani militanti

Zimbabwe
  del principale partito di opposizione dello Zimbabwe, l’Mdc o Movimento per il Cambiamento Democratico, che erano stati sequestrati due giorni fa nelle rispettive abitazioni ad Harare: lo ha denunciato il capo portavoce dell’Mdc, Nelson Chamisa, secondo cui i cadaveri delle vittime sono stati scoperti in diversi punti a Chitungwiza, località situata a sud-est della capitale del Paese africano. Chamisa ha imputato la loro uccisione ad attivisti della Zanu-Pf, l’Unione Nazionale Africana dello Zimbabwe-Fronte Patriottico, il partito del presidente uscente Robert Mugabe, entrambi al potere da 28 anni ininterrottamente: i quattro erano stati aggrediti da un drappello di coetanei mentre erano in visita all’abitazione di un consigliere municipale del posto; gli assalitori, armati di mazze e fruste,. li aveano sopraffatti, portati via a forza e probabilnmente pestati a sangue. «Ormai ne abiamo persi circa settanta», ha sottolineato ancora Chamisa, alludendo al numero dei membri del suo partito che hanno perso la vita in maniera violenta dal 29 marzo scorso, quando Mugabe fu sconfitto nel primo turno delle presidenziali dal leader dell’opposizione Morgan Tsvangirai; anche se questi, almeno ufficialmente, non superò il 50 per cento dei suffragi necessari per garantirsi la vittoria immediata.

Il 27 giugno prossimo Tsvangirai affronterà al ballottaggio Mugabe, che continua invece ad attribuire agli avversari tutti gli episodi di violenza, sempre più numerosi e brutali. Lo stesso Tsvangirai a suo tempo accusò il regime di essersi trasformato in una «giunta militare» che ha soggiogato l’ex Rhodesia.
Nel frattempo la polizia ha arrestato un neo-parlamentare dell’Mdc, Shuwa Mudiwa, eletto elle politiche che si tennero contestualmente alla presidenziali, e conquistate dagli oppositori per la prima volta dall’80: Mudiwa è sospettato del rapimento di una ragazzina di 13 anni. Altri sei deputati dissidenti appena eletti sono stati iscritti nella lista ufficiale dei ricercati: a loro carico pendono accuse di omicidio, violenza pubblica e danneggiamento doloso. A Chinhoyi, nel nord del Paese, sono inoltre finiti in manette ulteriori undici sostenitori del partito di Tsvangirai; l’addebito mosso loro consiste nella supposta rimozione e distruzione di manifesti di propaganda in cui era effigiato Mugabe.