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Zimbabwe, l’opposizione rinuncia al ballottaggio. Il mondo condanna Mugabe

Tutto il mondo, con la significativa eccezione del Sudafrica di Thabo Mbeki, alleato del presidente-padrone dello Zimbabwe Robert Mugabe, denuncia le intimidazioni subite dall’opposizione. Intimidazioni e pressioni che hanno costretto il leader dell’Mdc Morgan Tsvangirai (clicca per vedere il video) a ritirarsi dal ballottaggio in programma il 27 giugno.

Il capo della diplomazia europea, Javier Solana ha definito «comprensibile» ritiro di Tsvangirai dal ballottaggio che ormai è solo «l’imitazione di una democrazia» Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha condannato «la campagna di violenze» perpetrate dal regime di Robert Mugabe ed ha accusato le autorità di essere «responsabili» della rinuncia di Tsvangirai. Parigi «non accetterà – si legge in una nota dell’Eliseo – formule non conformi allla volontà popolare», non in grado «di esprimersi attraverso le urne in un voto libero, equo, aperto e trasparente».
Dura la posizione dell Casa Bianca che ha chiesto al governo di Mugabe di fermare, «i suoi teppisti», e di, «arrestare immediatamente le violenza. Tutti i partiti dovrebbero poter partecipare ad elezioni legittime e non essere soggetti a intimidazioni e azioni illegali del governo, di milizie armate e di sedicenti ex combattenti».
Ancora piu ferma la reazione dell’ex potenza coloniale, la Gran Bretagna. Per il ministro degli Esteri, David Miliband, Mugabe «non può più essere considerato come un leader legittimo dopo l’annuncio della rinuncia dell’opposizione». Il capo del Foreign Office ha detto a SkyNews che Londra chiederà la convocazione di una riunione d’emergenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite per affrontare la questione dello Zimbabwe.
Molto critico con Harare anche il presidente dello Zambia, Levy Mwanawasa, secondo cui il ballottaggio dovrebbe essere rinviato e dovrebbe essere convocata un vertice straordinario della Southern African Development Community (Sadc), che riunisce i Paesi del’Africa meridionale: «Quanto sta accadendo in Zimbabwe è fonte di grande imbarazzo per noi e spero che al più presto si riesca a trovare una soluzione per evitare una catastrofe in tutta l’Africa australe».
Da Città del Capo il presidente uscente Mbeki si è limitato ad osservare è indispensabile per Tsvangirai e Mugabe tornare al negoziato.