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Unione africana: il voto in Zimbabwe non è stato democratico

Non  stato un voto democratico quello che ha portato, in Zimbabwe, alla riconferma del presidente uscente Robert Mugabe, candidato unico al ballottaggio. A queste conclusioni sono arrivati gli osservatori dispiegati dall’Unione africana nello Zimbabwe in occasione delle elezioni. «Il voto non ha soddisfatto gli standard indicati dall’Unione africana per un’elezione democratica», si legge in un comunicato diffuso oggi dagli osservatori dell’organizzazione che riunisce i 53 Paesi africani.
Il giudizio coincide con quelli espressi dal segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, dagli Stati Uniti e dall’Unione europea e destinati a pesare sul vertice Ua che si è aperto oggi a Sharm el-Sheik, in Egitto, cui partecipa anche Mugabe.

«Non è possibile riconoscere la legittimità del risultato delle elezioni date le condizioni in cui questo secondo turno ha avuto luogo», ha dichiarato il commissario Ue agli Aiuti umanitari Louis Michel, «la vittoria è stata semplicemente un esercizio di presa del potere ed è lontana da quello spirito di cambiamento e rinascita visto attualmente in Africa».
Vista la poca trasparenza del voto e la crisi politica che ha determinato, il Sud Africa ha proposto la creazione di un governo di transizione concordato tra Zanu-Pf, il partito di Mugabe, e il Movimento per il cambiamento democratico, del leader dell’opposizione Morgan Tsanvgirai.