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Banca mondiale: contraccezione per le donne dei Paesi poveri

Nei Paesi più poveri del mondo ogni donna, in media, dà alla luce oltre 5 bambini.

Africanwomenart
  La Banca mondiale ha lanciato una campagna per promuovere la contraccezione e l’educazione sessuale tra le donne dei Paesi più poveri. Un modo per evitare le gravidanze indesiderate che proprio in questi Paesi sono più frequenti. Ma il semplice accesso a un mezzo di contraccezione non può essere sufficiente a far diminuire il tasso di natalità nei 35 Paesi, dove esso è più elevato. In questi Paesi, che sono Timor orientale, l’Afghanistan, Gibuti, lo Yemen e i Paesi dell’Africa subsahariana, il tasso di natalità supera i 5 bambini per donna. "L’educazione delle bambine e delle ragazze è importante come la promozione della contraccezione e il planning familiare», sostiene Sadia Chowdhury specialista della materia alla Banca mondiale. I Paesi con più elevato tasso di natalità sono anche i più poveri, in termini sociali ed economici, con dei livelli di educazione molto bassi e forti tassi di mortalità

In questi Paesi le donne che non hanno acesso alla contraccezione fanno spesso ricorso all’aborto illegale come mezzo di controllo delle nascite. Secondo il dossier, almeno la metà dei 42 milioni di aborti che vengono praticati nei Paesi poveri sono a rischio, e circa 68mila donne ne muoiono ogni anno.
”Se un mezzo di contraccezione sarà proposto alle 137 milioni di donne che non beneficiano, la mortalità delle madri diminuirà dal 25 al 35 per cento” conclude la Banca mondiale, che sottolinea anche che una migliore pianificazione delle nascite permetterebbe di far diminuire la mortalità infantile e la trasmissione dell’Aids da madre a figlio.