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Darfur: l’Aja chiede arresto del presidente del Sudan per crimini di guerra

Il procuratore capo della Corte Penale Internazionale, Luis Moreno-Ocampo, ha formalmente presentato oggi la richiesta di arresto per il presidente sudanese Omar al-Bashir per genocidio e crimini contro l’umanita’ in Darfur.
Il provvedimento, gia’ annunciato nei giorni scorsi, vede per la prima volta un presidente in carica accusato di crimini di guerra.

Beshir, militare di professione, si trova alla guida della piu’ grande nazione africana grazie al sanguinoso colpo di stato organizzato 19 anni fa, il 30 giugno del 1989, e spalleggiato dal Fronte Islamico Nazionale. Il suo regime ha trascinato il Sudan in un cronico stato di emergenza, con la sospensione dei diritti costituzionali, l’abolizione del parlamento, lo scioglimento di tutti i partiti politici e l’introduzione della ”sharia”. Secondo gli americani, il regime di Khartum ha anche offerto rifugio negli anni novanta ad Osama Bin Laden, proprio nel periodo in cui il capo di Al-Qaeda stava organizzando la sua rete terroristica. Ma e’ per il genocidio in Darfur, dove i soldati sudanesi e le milizie arabe avrebbero causato circa 300mila morti nella guerra contro i gruppi ribelli di diversa etnia, che Bashir si trova ora a dover affrontare la giustizia internazionale…

Secondo Ocampo, il dittatore sudanese, con una capillare campagna di violenze nelle campagne, dove le sue milizie massacravano gli uomini e violentavano le donne, avrebbe cercato di sterminare definitivamente almeno tre gruppi indigeni, i Fur, gli Zaghawa e i Masalit, popolazioni non nomadi del Darfur. La mossa della Corte dell’Aia rischia tuttavia di provocare incidenti diplomatici a catena.

Il governo sudanese ha gia’ respinto la richiesta di arresto, minacciando ulteriori reazioni se la questione dovesse finire sul tavolo delle Nazioni Unite. In agitazione anche il mondo islamico: la Lega araba affrontera’ la questione nel corso di un meeting convocato d’urgenza per mercoledi’ prossimo al Cairo.
Il vertice d’urgenza, che si terra’ mercoledi’ al Cairo, avra’ come tema centrale il mandato di arresto del presidente sudanese Omar al-Beshir.
L’ufficio del procuratore aveva infatti annunciato giovedi’ scorso che avrebbe oggi presentato le prove e i nomi di nuovi sospettati per ”i crimini perpetrati in Darfur negli ultimi cinque anni”.
Con le accuse di genocidio e crimini contro l’umanita’, Beshir potrebbe diventare il primo capo di Stato ad essere incriminato dalla Corte dell’Aia durante la carica.
Tuttavia, il Sudan rifiuta la giurisdizione della Corte Penale Internazionale e rifiuta di consegnare il segretario di Stato per gli Affari umanitari sudanese, Ahmed Haroun, e il leader della milizia filo-governativa Janjaweed, Ali Kosheib, due sospettati di crimini di guerra e contro l’umanita’ per i quali la Cpi aveva emesso un mandato di arresto. Khartoum ha inoltre avvisato la scorsa settimana che la mossa di Moreno Ocampo distruggera’ il processo di pace in Darfur.