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Emergenza fame per 14,6 milioni di persone nel Corno d’Africa

Nel Corno d’Africa 14,6 milioni di persone rischiano il «disastro umanitario», a causa della mancanza di acqua e di alimenti. L’allarme è stato lanciato martedì a Nairobi dall’Onu. “Il numero di persone che hanno urgentemente bisogno di un aiuto alimentare nel Corno d’Africa è di 14,6 milioni di persone” ha dichiarato Peter Smerdon, portavoce del Programma alimentare mondiale (Pam). ”Se non riusciamo a mobilitare degli aiuti in fretta ci sarà un disastro in questa regione” ha precisato. Il peggioramento delle condizioni nella regione è una conseguenza della carestia e dell’aumento mondiale dei prezzi degli alimentari. Il Pam ha lanciato un appello urgente per una donazione di 254 milioni di euro per sfamare fino alla fine del 2008 le popolazioni a rischio in Somalia, Etiopia,

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Gibuti, Kenya e nella regione di Karamoja in Uganda.
Somalia. Almeno 2,6 milioni di somali – su una popolazione complessiva di circa 10 milioni –sono interessati da questa grave crisi alimentare, ma questa cifra potebbe aumentare fino a 3,5 milioni da qui a fine 2008. La situazione è aggravata dal ritiro generalizzato delle organizzazioni non governative a causa della insicurezza politica. Secondo il Pam, un millione di somali in agosto potrebbero restare senza mangiare se nessuna marina di guerra straniera non scorterà gli aiuti del Pam in questo paese devastato dalla guerra civile da 17 anni.
Etiopia. A causa della grave carestia che sta colpendo la regione 4,6 milioni di etiopi hanno bisogno di aiuti alimentari di emergenza secondo le stime Pam. Nel Kenya, che esce da una grave crisi post elettorale, 1,2 milioni di persone hanno bisogno di aiuti alimentari, secondo l’Onu. La produzione agricola è fortemente diminuita dopo la stagione delle violenze.
In Uganda 707mila persone rischiano di morire di fame, nella regione arida e marginalizzata del Karamoja (nord est), zona di pastori. Il Corno d’Africa non si è ancora ripreso dagli effetti delle drammatica carestia del 2006 che interessò 11 milioni di persone aggravata in seguito da inondazioni catastrofiche.

  • Adam |

    Fra i maggioti Paesi indicati dalla FAO a rischio-fame ci sono i seguenti, di cui il Census Bureau degli USA ci dà la crescita demografica dal 1959 (in milioni di abitanti) e una previsione per il 2025: ETIOPIA 1959(24 mil.), 2009(85), 2025(140); CONGO Kinshasa 1959(16), 2009(68); 2025(109); UGANDA 1959(7), 2009(32), 2025(56); BURUNDI 1959(2,8), 2009(9,5), 2025(15); SUDAN 1959(10), 2009(41), 2025(57); IRAQ 1959(6,5), 2009(29), 2025(40); AFGHANISTAN 1959(9,5), 2009(28,5), 2025(39,5); e così via… Ora, se l’Italia avesse avuto il medesimo andamento demografico dell’Etiopia, ad esempio, oggi conterebbe qualcosa come 180 milioni di abitanti, e forse qualche problemino di scarsezza alimentare lo avrebbe. Quindi viene spontaneo chiedersi come quei Paesi, che hanno patito e continuano a patire la fame, possano avere un incremento di popolazione che definire “esplosivo” è poco. E infine, augurandoci di risolvere oggi il 100% del problema alimentare di questi Paesi, non potremmo evitare che fra 15 anni lo stesso problema sarà cresciuto al 150%, visto l’aumento numerico della loro popolazione. E’ come voler prosciugare il mare con un secchiello….

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