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Una giudice sudafricana è il nuovo Alto commissario per i diritti umani Onu

Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon ha designato la giudice sudafricana Navanethem Pillay

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per la successione a Louise Arbour come Alto commissario per i diritti dell’uomo.
Ban, evidenziando «la competenza in materia di diritti dell’uomo e di giustizia » della signora Pillay, ha fatto sapere che conta su di lei per «preservare l’indipendenza dell’Alto commissariato per i diritti dell’uomo (la sede è a Ginevra) e per mantenere delle buone relazioni con l’Assemblea generale e il Consiglio dei diritti dell’uomo".

Ai 192 Paesi membri dell’Assemblea generale passa ora il compito di approvare la scelta della giudice sudafricana, attualmente giudice della Corte penale internazionale a l’Aja (Tpi). La votazione in Assemblea dovrebbe avvenire lunedì prossimo.

Il ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner, ha salutato positivamente questa nomina, notando soprattutto «il fatto che una responsabilità così eminente sia affidata a una donna originaria del Sud».

«Siamo impazienti di lavorare con lei » ha detto l’ambasciatore americano all’Onu, Zalmay Khalilzad, smentendo le voci di un’opposizione di Washington alla nomina di Pillay, in un primo tempo, a causa delle sue posizioni sull’aborto.

"E’ un buon giorno per i diritti dell’uomo ed è un buon giorno per i diritti della donna», ha commentato Taina Bien-Aimé, responsabile dell’organizzazione di difesa dei diritti dell’uomo Equality Now, co-fondata dalla giudice Pillay.
I candidati selezionati da Ban ki-moon erano tre: oltre alla Pillay, erano stati selezionati l’avvocato pakistana Hila Jilani e l’argentino Juan Mendez, ex consigliere speciale dell’Onu per la prevenzione dei genocidi. Alla fine ha prevalso la giudice sud africana, anche per il suo lavoro al Tpi.

Navanethem Pillay è nata nel 1941. Nel tribunale penale internazionale è stata giudice per il Rwanda ed ha giocato un ruolo chiave nel definire gli stupri etnici come delle armi di guerra.
Nel 1967, è stata la prima donna ad aprire un studio legale nella provincia dello KwaZulu-Natal, in Sud Africa. Nel suo Paese è stata la prima donna di colore entrata a far parte enlla Corte suprema.

Pillay prende il posto di Louise Arbour, 61 anni, canadese, che è riuscita a rafforzare l’Alto commissariato delle Nazioni unite per i diritti umani durante il suo mandato, mandato che scade lunedì 28 luglio.