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Troppi zeri. In Zimbabwe arriva banconota da 10 miliardi di dollari (locali)

Dal primo agosto la banca centrale dello Zimbabwe metterà in circolazione una banconota dallo straordinario valore di dieci miliardi di dollari zimbabwesi. Ad annunciarlo è il governatore della banca centrale di Harare, Gideon Gono.
"Dal primo agosto, tutti i valori monetari sarannno portati ad uno: un miliardo di zimdollari. Stiamo rimuovendo 10 zeri. Dieci miliardi di dollari attuali varranno uno zimdollaro", ha detto il governatore nel corso di un ricevimento della Reserve Bank dello Zimbabwe a cui ha preso parte anche il presidente Robert Mugabe.
La banconota é stata emessa nell’ambito di una serie di misure economiche mirate a combattere lo favorevole tasso di cambio. Nel Paese, dove l’inflazione annua ha superato i 2,2 milioni per cento, è stata presentata il 21 luglio scorso la banconota da 100 miliardi di dollari zimbabwesi: poco più di 3 euro al cambio ufficiale.
Mugabe: i negoziati con Tvangirai vanno avanti. Il presidente dello Zimbabwe, Robert Mugabe, ha dichiarato oggi di essere tuttora in fase di negoziati con l’opposizione e di volere che i colloqui portino presto a dei successi.

"Siamo ancora in fase di negoziati, vogliamo avere dei successi. Vogliamo vedere una rapida conclusione dei colloqui in modo da poter focalizzare la nostra attenzione sul futuro del Paese", ha detto Mugabe a margine di un incontro con Thabo Mbeki, presidente sudafricano in veste di mediatore nella crisi in Zimbabwe.
"I negoziati sono negoziati e sono diversi dal gioco d’azzardo. Non ci sarà un vincitore né un perdente", ha proseguito Mugabe durante un ricevimento nella Banca Centrale di Harare indetto per discutere di una nuova politica monetaria.
Ieri Mbeki aveva incontrato a Pretoria il leader dell’opposizione Morgan Tsvangirai, il quale aveva detto che il dialogo con Mugabe sull’accordo della divisione dei poteri firmato il 21 luglio scorso era finito in un’impasse dopo una sospensione dei colloqui.
Immediata la risposta del presidente sudafricano che ha smentito la rottura delle trattative insistendo che i colloqui non si sono ancora conclusi, ma che una sospensione dei lavori per qualche giorno avrebbe dato alle due parti la possibilità di tornare ad Harare per avere delle consultazioni con i rispettivi partiti.