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Darfur, l’Onu vota rinnovo missione di pace. Ma ai peacekeepers mancano ancora gli elicotteri

Mentre in queste ore al Palazzo di Vetro si decide

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se rinnovare o meno la missione di pace Onu in Darfur, a un anno dal via libera dell’Onu della missione congiunta con l’Unione africana in Darfur, i peacekeeper sono ancora privi dei 18 elicotteri da trasporto necessari per spostarsi in una regione grande quanto la Francia e priva di infrastrutture. E’ quanto sottolinea il rapporto redatto dalla coalizione di 36 organizzazioni non governative e per la tutela dei diritti umani, Save Darfur Coalition, anticipato oggi dall’Independent.
Se Stati uniti e Regno unito hanno i loro mezzi impegnati in Iraq e Afghanistan, Repubblica Ceca, Italia, Romania, Spagna, Ucraina e India hanno più di 70 elicotteri adatti per la missione in Darfur. "Molti si stanno ricoprendo di polvere negli hangar o vengono usati nella manifestazioni di volo", scrivono nella prefazione del rapporto l’Arcivescovo sudafricano Desmond Tutu e l’ex Presidente Usa Jimmy Carter.

Se avessero avuto gli elicotteri, si sottolinea nello studio, lo scorso febbraio i peacekeeper sarebbero intervenuti in tempi più rapidi nel Darfur Occidentale, quando sono stati attaccati diversi villaggi, così come avrebbero potuto coprire meglio la pattuglia finita in un agguato all’inizio del mese nel Darfur del Nord.
A un anno dal via libera Onu, nella regione occidentale del Sudan sono presenti solo 9.500 peacekeeper dei 26.000 previsti.
"Per noi è essenziale avere più sostegno"", ha dichiarato il portavoce della forza di pace congiunta Onu-Unione africana (Unamid). Il Consiglio di sicurezza si riunirà oggi per discutere il rinnovo del mandato di Unamid, che scade stanotte a mezzanotte.