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Burundi in cerca di normalità dopo la guerra civile

Secondo Iteka, principale associazione per i diritti umani in Burundi, Paese appena uscito da una guerra civile che durava da 15 anni, ci sono stati più di 640 omicidi nel 2007. Una cifra in aumento rispetto all’anno precedente (567 omicidi).

«Iteka ha censito 641 omicidi e 470 casi di persone gravemente ferite durante gli atti di violenza della guerra civile » ha detto David Nahimana, presidente dell’associazione.

L’esercito e la polizia – secondo il dossier – sono responsabili di 71 omicidi, mentre i ribelli delle Forze nazionali di liberazione sono 96 di questi omicidi. Gli altri omicidi sono legati a dei regolamenti di conti, e a fenomeni di banditismo. Il 55% degli omicidi sono stati commesi con armi da fuoco. Un problema enorme per la pacificazione del Paese è proprio quello della libera circolazione delle armi. Iteka stima che “solo 5mila armi sono state recuperate o restituite finora alla polizia. Le armi, di tutti i calibri, ancora in mano ai civili sono più di 100mila".

La guerra civile, scoppiata nel 1993, ha fatto almeno 300mila morti. Ecco il racconto, in presa diretta, degli amici di Africa Renaissance Time, appena tornati dal Burundi con tante idee e propositi per aiutare il Paese a ripartire.