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Aids, in Africa epidemia al femminile

E ‘ un’epidemia

Woman
dimenticata quella che nell’ Africa Subsahariana sta aggredendo soprattutto donne e giovanissime, al punto che le donne sono ormai il 60% delle persone colpite dal virus HIv.
Viene definita così nella conferenza mondiale sull’Aids in corso a Città del Messico, nella quale le donne di tutto il mondo sono numerose e sono una presenza decisamente attiva, tanto nel mondo della ricerca che in quello delle associazioni e dell’attivismo. «È tempo di promuovere la leadership delle donne», ha detto il direttore esecutivo del Fondo per la popolazione delle Nazioni Unite (Unfra), Thoraya Obaid . «Per invertire la progressione della diffusione del virus Hiv – ha aggiunto – dobbiamo mettere fine alle disuguaglianze di genere che alimentano la malattia».

In questo congresso nel quale, con una convinzione senza precedenti, la lotta contro l’Aids si sovrappone alle battaglie per i diritti umani, c’è una chiara percezione che il rispetto dei diritti delle donne sia il modo migliore per prevenire nuove infezioni nelle donne e per migliorare la qualità di vita nelle donne colpite dal virus Hiv. «In primo luogo è necessario che le giovani donne imparino a conoscere e a far rispettare i loro diritti», ha osservato Ines Alberdi, direttore esecutivo del Fondo delle Nazioni Unite per le donne (Unifem).
«Agire subito» è una delle frasi più ricorrenti in questa conferenza mondiale ed è già stata pronunciata, anche gridata, già molte volte in questi giorni. I dati sul volto femminile dell’Aids, d’altro canto, non lasciano spazio a esitazioni o ritardi. Basti pensare che nel mondo le donne sono il 50% delle persone con il virus Hiv e le donne più giovani (fra 15 e 24 anni) corrono un rischio di infezione due volte e mezzo maggiori rispetto a quello che corre un uomo. Nel 2007 15,5 milioni di donne nel mondo viveva con il virus Hiv (nel 2001 erano 14,1 milioni) e la tendenza registrata finora prevede che i casi nelle donne continueranno ad aumentare ovunque.
Eppure le ragioni che rendono le donne così fragili davanti al virus sono note: scarsa conoscenza dell’Aids, insufficiente accesso ai servizi di prevenzione, incapacità o impossibilità di praticare sesso sicuro, assenza di metodi di prevenzione femminili.