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Mauritania, giunta golpista promette “elezioni libere”

La giunta militare che nei giorni scorsi ha preso il potere in Mauritania con un colpo di stato ha promesso elezioni «libere e trasparenti» a breve scadenza ma ha ignorato i numerosi appelli internazionali a favore del reinsediamento del deposto presidente Sidi Ould Sheikh Abdallahi.
Il generale Mohamed Ould Abdel Aziz, il leader dei ‘golpisti’, è comparso in pubblico per ringraziare i manifestanti scesi in piazza per una manifestazione a favore della giunta. «Mi impegno a risolvere tutti i problemi cui il paese deve far fronte e a far regnare la giustizia e la legalita», ha detto.
Una assicurazione non in linea con quanto avvenuto in un’altra parte della città, dove diverse centinaia di persone che intendevano manifestare a favore del deposto presidente Abdallahi sono state disperse a colpi di lacrimogeni dalla polizia della capitale Nouakchott.

Il segretario generale del Partito presidenziale, Mohamed Mahmoud Ould Dahmane, ha detto che la manifestazione, in cui una donna sarebbe rimasta ferita, era assolutamente pacifica.
«Protestiamo contro questa politica dei due pesi e delle due misure, hanno autorizzato un raduno a loro favore e represso l’altro», ha affermato.
Il presidente Abdallahi, eletto democraticamente nell’aprile dello lo scorso anno nelle prime consultazioni libere del paese, da ieri è agli arresti, anche se secondo alcune fonti si sarebbe invece nascosto.
La nuova giunta, l’Alto Consiglio di Stato delle forze armate e di sicurezza, è composta da 11 militari guidati dal generale Aziz, ex capo della guardia presidenziale.
Le reazioni internazionali sono state tutte sfavorevoli al ‘putsch’ militare. Ieri gli Usa erano stati tra i primi a condannare e oggi hanno annunciato la sospensione degli aiuti non umanitari. Sempre oggi la Commissione Ue ha preso atto della promessa di nuove elezioni ma ha affermato che Abdallahi deve essere rilasciato. Anche l’Unione africana (Ua) ha chiesto la liberazione del deposto presidente mentre la Lega Araba domani invierà una delegazione a conferire con i generali golpisti.