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Egitto, incendio distrugge parte del Senato

E’ giallo sul mega incendio che ieri ha mandato in fumo parte del palazzo del parlamento egiziano nel centro del Cairo e oltre a intossicare 16 soccorritori è costato la vita a un pompiere. Le autorità fanno prevalere la tesi del cortocircuito, ma oggi un giornale locale citato dal sito web della tv al Arabiya denuncia che le forze di sicurezza hanno bloccato la stampa di una sua edizione speciale che avanzava l’ipotesi del dolo.
Il capo redattore del quotidiano locale al Badil, Yasser al Zeiat, citato dal sito web, ha detto che "la tipografia al Ahram si è rifiutata di stampare la seconda edizione del nostro giornale che doveva andare stamane in edicola adducendo ‘rigide disposizioni delle Forze di sicurezza’".

Secondo la tv araba, che ha avuto modo di vedere la versione on-line dell’edizione speciale dedicato al rogo, i titoli recitavano: "il generale Fuad Allam previlegia la tesi del dolo"; "andati in fumo documenti sul traghetto della morte, il treno di al Said e il caso del sangue infetto"; ovvero tre casi scottanti che hanno provocato molte polemiche nel Paese. Soprattutto quello del traghetto Al-Salam che nel 3 febbraio 2006 affondò in mezzo al Mar Rosso uccidendo più di 1000 persone che dall’Arabia saudita si recavano in patria.
A suscitare ulteriori sospetti sulle reali cause del rogo, secondo al Badil, sono le testimonianza di alcuni tecnici a cui le guardie del parlamento avrebbero impedito di entrare nel palazzo per svolgere il loro lavoro, "poco prima che l’incendio divampasse".
L’incendio scoppiato ieri nel Palazzo del Parlamento del Cairo, un edificio del 19esimo secolo che ospita la Camera alta del Parlamento egiziano, ha impegnato i pompieri per diverse ore prima di essere domato. In base alle informazioni ufficiali le fiamme si sono sviluppate al secondo piano dell’edificio e si sono allargate fino al terzo danneggiando gravemente parte degli archivi parlamentari.