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Libia, il figlio (predestinato) di Gheddafi lascia la politica

Il figlio del leader libico Muammar Gheddafi,

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Seif al Islam, ha annunciato ieri sera che intende uscire dalla vita politica del suo Paese. "Ho deciso di non intervenire più negli affari di Stato", ha dichiarato ieri sera il giovane riformatore di fronte a migliaia di giovani riuniti a Sebha, 800 chilometri a sud di Tripoli.
Indicato da sempre come il successore del padre alla guida della Libia, Seif ha spiegato che è stato "obbligato" in passato a intervenire in tutti i principali dossier riguardanti la politica interna ed estera, "in assenza di istituzioni e di quadri amministrativi".
"Sono intervenuto in tutti i dossier", ha affermato,
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"negli affari esteri come in quelli riguardanti, in Libia, lo sviluppo, le case e la pianificazione urbana". Il figlio 36enne del colonnello Gheddafi ha ricordato anche il ruolo da lui svolto nella vicenda della liberazione, nel luglio 2007, delle infermiere bulgare, oppure, più recentemente, in quella relativa all’indennità per le vittime americane dell’attentato di Lockerbie (Scozia) del 1988, in cui morirono 270 persone.
"Ho realizzato il mio programma", ha proseguito Seif al Islam."Il treno delle riforme è attualmente sui binari". "Non ho più grandi battaglie da condurre e la mia situazione è diventata imbarazzante. La situazione è cambiata, se continuassi avrei dei problemi". Seif non ha indicato quali sono i suoi progetti futuri, ma il suo annuncio ha aperto il dibattito sulle sue reali intenzioni e sulla successione al potere.

Per Mahmoud Boussifi, redattore capo del giornale "Oya e Qurina", il ritiro di Seif è dovuto principalmente al "suo malcontento di fronte alla burocrazia libica, che ha rallentato il ritmo delle sue riforme". "Lui è giovane e sperava di fare rapidamente grandi passi, ma si è scontrato contro questa burocrazia".
Secondo un altro osservatore libico, che ha parlato in condizione di anonimato, si tratta invece di un "ritiro momentaneo". "Tornerà sulla scena politica" cercando di legittimarsi direttamente "attraverso la società civile".