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Malawi, la mortalità per Aids diminuisce del 75% (grazie anche all’Italia)

Una buona notizia. "Negli ultimi quattro anni la mortalità per Aids in Malawi è diminuita del 75 per cento", ha detto ieri un alto funzionario governativo. Il successo del Malawi è in parte anche una bella storia italiana. Sono i risultati di un lavoro cominciato lanciato nel 2004 dalla Comunità di Sant’Egidio e da Banca Intesa con il programma Dream e Project Malawi, in collaborazione con il ministero della Sanità: il progetto di creare in tutto il Paese – uno dei più colpiti al mondo dalla malattia – una rete di centri ospedalieri dedicati alla cura dei malati di Aids. Con gli stessi protocolli terapeutici dell’Occidente. E soprattutto con l’accesso gratuito ai costosi farmaci retrovirali. L’Aids finora nel Malawi, che ha poco più di 13 milioni di abitanti, era la causa di morte nel 59% dei decessi, nella popolazione tra i 15 e i 59 anni. E i morti di Aids dal 1985 a oggi sono stati almeno 800mila. Finora 159.111 sieropositivi hanno avuto accesso alle cure con i retrovirali. Di questi 106.547 sono ancora in vita.

  • Juan Pablo Pozo Hernandez |

    SULL’ARTICOLO: Malawi, la mortalità per Aids diminuisce del 75% (grazie anche all’Italia)LINK: http://africa.blog.ilsole24ore.com/2008/08/malawi-la-morta.html
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    Recentemente (10 settembre’08) sono tornato dal Malawi. Sono stato lì per 18 giorni, come ospite di una famiglia malawiana, nel Likuni District di Lilongwe, per lavorare come volontario nel progetto di una piccola associazione italiana che ha in luogo un progetto d’agricoltura sostenibile. Oltre a questo, ho collaborato in due scuole (una privata e l’altra del governo) negli insegnamenti della materia “Creative Art”, per un totale di circa 20 ore in due settimane.
    Prima di “questionare” l’articolo del blog vorrei condividere le seguenti informazioni:
    -È incerta la quantità di abitanti del Malawi. L’ultimo censimento di giugno’08 non ha fornito ancora dati ufficiali.
    -Non esiste un registro anagrafe nel paese; quindi tanto le nascite come le morte non vengono registrate.
    -Non viene realizzata l’autopsia. Di fatto nei villaggi (dove abita un altissimo percento della popolazione) la causa di morte, tranne in casi evidenti, è sconosciuta. Purtroppo i medici di base sono inesistenti in tutto il paese.
    -L’AIDS è un grosso tabù. Lo dimostrano i centri di attenzione alle donne e alla famiglia (Women Care Center), dove nessuna ci va; e dall’altra parte quanto può essere difficile riuscire a fare un test per l’HIV. Poi non parliamo dell’uso del preservativo..
    E ancora dall’articolo:
    -Si parla dei costosi trattamenti antiretrovirali con gli stessi protocolli terapeutici dell’Occidente..
    -Si forniscono numeri esatti di sopravvissuti in un paese dove la statistica non esiste e poi non si parla del nome “dell’alto funzionario del governo” malawiano
    Domando:
    -A quanto corrisponde, in cifre numeriche esatte, l’ammontare utilizzato per raggiungere questi risultati in 10 anni? Non converrebbe utilizzare una parte di dette cifre in programmi preventivi, tipo educazione sessuale (o civica).
    -106.547/ 159.111= 0,67; non vi sembra che un 67% di sopravvissuti sia una cifra ridicola a proposito degli stessi protocolli terapeutici dell’Occidente?? In Occidente il tasso è molto superiore..
    Potete contattarmi all’indirizzo email: revo.la.revo@gmail.com

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