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Prodi guiderà le missioni di pace Onu in Africa

Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon ha nominato Romano Prodi alla guida di un gruppo di esperti per le operazioni internazionali di pace in Africa sotto il mandato del Consiglio di Sicurezza. Annunciando la nomina, la portavoce del segretario generale Michelle Montas ha indicato che Prodi e gli altri membri della Commissione saranno a New York dal 15 al 18 settembre e incontreranno subito Ban prima di mettersi al lavoro su un rapporto che dovrà essere completato entro al fine del 2008. Fanno parte della task force il britannico James Dobbins, Jean Pierre Halbwachs delle Mauritius, Monica Juma del Kenya, Toshi Niwa del Giappone e Berhooz Sadri, Iran.

La commissione considererà le lezioni delle passate e attuali missioni di pace dell’Unione Africana e esplorerà le opzioni per migliorarne la prevedibilità, sostenibilità e flessibilità delle risorse, ha indicato la Montas. Il mandato del panel è stato definito nella Risoluzione del Consiglio di Sicurezza 1809 approvata lo scorso 16 aprile e dopo consultazioni con l’Unione Africana. Le missioni di peacekeeping nel continente africano sono tra le più delicate. L’Unamid in Darfur gestita da Onu e Ua, ad esempio, ha dispiegato meno della metà dei soldati previsti e viene accusata di essere ben poco efficace. C’è poi il nodo della Somalia, dove sono presenti soltanto 3 mila soldati (a fronte degli 8 mila richiesti) della missione Amisom dell’Unione africana.

Da tempo al Palazzo di Vetro si parla di una possibile passaggio di consegne dall’Amisom ai Caschi Blu dell’Onu. Nell’aprile scorso, subito dopo le elezioni in Italia che avevano dato la vittoria a Silvio Berlusconi, Prodi era venuto a New York come premier uscente proprio per il voto della risoluzione 1809. In quell’occasione, parlando in Consiglio di Sicurezza, aveva sottolineato la necessità di un “rafforzamento della collaborazione tra Nazioni Unite ed Unione africana anche sotto l’aspetto finanziario”, affermando di essere “pienamente consapevole che si tratta di un punto chiave e che sta molto a cuore ai leader africani”.

L’incarico corona per Prodi un impegno decennale verso il continente africano, che gli è valso una rete fittissima di contatti con capi di Stato e di governo: non a caso, assieme al premier turco Recep Tayyip Erdogan, Prodi fu l’unico capo di governo straniero a partecipare – e a parlare – al vertice dell’Unione Africana nel gennaio del 2007 ad Addis Abeba.

  • Giovanni |

    E’ che non mi hanno mai convinto questi incarichi. Soprattutto visti i fallimenti delle varie organizzazioni internazionali durante le varie crisi del continente africano e i precedenti sono tanti.

  • Riccardo Barlaam |

    caro Giovanni, io credo che Berlusconi non c’entri molto (certo, non si è messo di traverso). Piuttosto mi sembra che si tratti di una precisa scelta personale di Prodi, che dopo la caduta del suo Governo ha preferito allontanarsi dalle beghe politiche italiane. Forse il suo impegno potrà servire a dare un po’ di forza in più e credibilità alle sgangherate missioni di pace Onu in Africa. Vedremo. O almeno, speriamo.

  • Giovanni |

    Non è che mi convinca molto la scelta di Prodi per questo incarico. Boiardo di stato nella Prima Repubblica e capo di governo in due esperienze disastrose che è meglio dimenticare. Io credo che sia stato un contentino di Berlusconi e basta.

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