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Oggi si vota in Ruanda. Prime elezioni libere dopo il genocidio

Seggi aperti stamani in Ruanda, dalle 6 ora locale,

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dove di vota per le elezioni legislative, le prime dopo il genocidio del 1994 che, secondo i dati dell’Onu, ha provocato 800 mila morti, perlopiù appartenenti alla minoranza tutsi. Le elezioni, i seggi rimarranno aperti fino a giovedì, dovrebbero rafforzare la posizione del Fronte patriottico del Ruanda (Fpr) guidato dal presidente Paul Kagame, in assenza di candidati nelle file dell’opposizione: quest’ultima infatti è composta da una dozzina di partiti i cui esponenti sono confinati all’estero dalla fine del genocidio. Oltre ai candidati del Fronte patriottico e degli altri sei partiti minori che compongono la coalizione al potere, ci sono i candidati del Partito socialdemocratico e del Partito liberale, ai quali se ne aggiunge uno indipendente, che non rappresentano tuttavia una vera opposizione politica: alle presidenziali del 2003 hanno chiesto ai propri elettori di votare per Kagame.

La consultazione assegnerà 80 seggi. I risultati provvisori sono attesi per il 22 settembre e quelli definitivi per il 25 del mese. In un seggio nel centro di Kigali alle 6:00 di questa mattina erano già presenti centinaia di elettori pronti a votare. Dei 4,8 milioni di votanti in Ruanda, la maggioranza è composta da donne, che rappresentano il 55 per cento.

  • Riccardo Barlaam |

    grazie
    rb

  • Giovanni |

    Ricordo l’anno che avvenne quel terribile genocidio, era il 1994 ero all’università e avevi 21 anni e cercavo di capire il perchè di tanta violenza e di tanto accanimento soprattutto verso i bambini. Ricordo che troppo tardi si mosse la comunità internazionale e ricordo la gente con cui parlavo troppo presa dai mondiali per pensare a quanto accadeva. Quel giorno come europeo mi vergognai profondamente. Riguardo queste elezioni non so cosa pensare, quando si parla di Africa io sono sempre pessimista perchè con quel continente noi tiriamo fuori sempre il peggio. Sono passati 14 anni da allora e mi chiedo se i sopravvissuti hanno dimenticato e se queste elezioni possono non dico cancellare ma almeno rimarginare quella ferita aperta.

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