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Sud Africa. Zuma scagionato. L’opposizione non ci sta

L’Alleanza democratica potrebbe citare in giudizio Jacob Zuma, il leader dell’African national congress (Anc), se le accuse di corruzione contro di lui, dopo il non luogo a procedere stabilito dalla Corte, non saranno ripresentate dal procuratore generale, che ne avrebbe le facoltà. Lo ha dichiarato il capo del partito – che si trova all’opposizione – Helen Zille. Lo riferisce la Bbc.

"Sarebbe un errore giudiziario se Zuma fosse scagionato per un’irregolarità tecnica. Se la procura dovesse rinunciare a perseguirlo, l’Alleanza democratica potrebbe decidere di fargli causa" ha detto Zille.
La scorsa settimana, l’Alta Corte ha dichiarato il non luogo a procedere contro Zuma: il giudice sudafricano Chris Nicolson ha ravvisato delle irregolarità nella procedura. Inoltre, ha dichiarato che le accuse di corruzione e di riciclaggio di denaro formulate nei confronti di Zuma "potrebbero essere politicamente motivate". Ma la procura potrebbe ancora ripresentare le accuse, anche se – accusa l’opposizione – ci sono pressioni affinché le lasci cadere.
Zuma è accusato di aver intascato centinaia di migliaia di dollari in tangenti dal gruppo francese Thales quando era vicepresidente (1999-2005). Per questo scandalo, il suo consigliere finanziario Shabir Shaik è stato condannato nel 2005 a 15 anni di carcere.
Zille ha anche detto che il presidente Thabo Mbeki, accusato di aver interferito con la decisione, dovrebbe riferire sul caso.
Nel fine settimana, Mbeki aveva dichiarato alla televisione SABC News: "Non abbiamo mai interferito con le decisioni della procura nazionale per dire di procedere contro qualcuno o di non procedere contro qualcun altro". Zuma era stato accusato lo scorso dicembre, proprio dopo aver battuto Mbeki per la presidenza dell’Anc. Per lui, 66enne ex leader della guerriglia, si spiana dunque la strada per diventare presidente del Sudafrica nel 2009.

  • giovanni |

    Pienamente d’accordo.

  • Riccardo Barlaam |

    L’Avvocato Agnelli in una delle sue ultime dichiarazioni, a proposito del nostro Paese, parlò di Repubblica delle banane. Molti si scandalizzarono. Ma aveva ragione. Con buona pace di Montesquieu e della sua teoria della separazione dei poteri -alla base di ogni vero sistema democratico – che, evidentemente, nel nuovo Sud Africa funziona. In Italia no.

  • giovanni |

    Una lezione di civiltà da parte del Sudafrica dove il politico anche se influente se messo sotto inchiesta dalla magistratura accetta le decisione e nessuno interferisce con le decisioni della magistratura e tantomeno ne offende l’isitituzione.

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