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Sudan, Bashir inaugura hotel a 5 stelle costruito da coop italiana

Il «Burj al Fateh Hotel» è stato inaugurato a Khartoum il 3 settembre alla presenza del presidente sudanese Omar al Bashir, l’uomo accusato dal Tribunale penale internazionale dell’Onu di crimini di guerra e di genocidio per il Darfur (il procuratore generale del Tpi ha spiccato un mandato di arresto internazionale nei suoi confronti). L’albergo a cinque stelle di Khartoum è un edificio di 18 piani di acciaio e vetro della forma di una vela, ha 230 camere ed è il risultato di un investimento di 130 milioni di euro da parte della Compagnia libica per gli investimenti esteri (Lafico).  È stato progettato da architetti italiani e realizzato dalla ditta italiana Cmc, cooperativa di Ravenna. La suite presidenziale costa circa 4mila dollari a notte, una camera standard 250. La gente in Darfur, secondo l’Onu, continua a subire arresti, violenze e stupri. I soldi non puzzano.

  • Giovanni |

    Ma i dirigenti di questa coop sanno che c’è un mandato di arresto internazionale nei confronti di Bashir? E soprattutto gli americani lo sanno che hanno affidato l’appalto a un’azienda che sta lavorando in un paese che è considerato fiancheggiatore di Al Qaeda?

  • Paolo |

    Guarda a caso sono gli stessi che dovrebbero costruire la base di Vicenza.
    I soldi non puzzano per le coop.

  • giovanni |

    I soldi non puzzano come diceva Vespasiano, ma in certi casi un esame di cosciena bisognerebbe farlo non è d’accordo?

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