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Somalia, 40 civili uccisi da esercito da sabato a Mogadiscio

Almeno 19 civili sono stati uccisi dai colpi di artiglieria dell’esercito somalo che aprendo il fuoco contro i ribelli ha colpito alcune case. Sale così a 40 il numero dei morti da sabato a stamane, in pratica tutti civili. Anche perché nulla si sa mai, o quasi, delle vittime militari.

La scorsa notte almeno una dozzina di morti nel corso di un attacco degli insorti islamici contro una base delle forze di pace panafricane. In particolare, testimonianze concordi parlano di alcuni razzi che sarebbero piovute su case private causando molte vittime, tra cui alcuni bimbi. Tra ieri e l’altro ieri, poi, più di 30 morti.
I combattimenti si sono inaspriti da quando gli insorti hanno imposto la chiusura dell’aeroporto di Mogadiscio. Sabato vi era atterrato (unico da molti giorni) un aereo delle forze di pace, il che ha scatenato una furibonda battaglia.
Ormai le posizioni degli insorti – egemonizzati dagli al Shabaab, gruppo fondamentalista ritenuto un’emanazione di al Qaida – sono sempre più radicate. Fanno anche agio sul crescente sentimento antietiopico della popolazione: musulmana, ma tradizionalmente lontanissima dall’integralismo. Truppe di Addis Abeba sono in Somalia dalla fine del 2006, quando ne scacciarono le Corti coraniche, e si stanno sempre più distinguendo, insieme a quelle governative, che però senza il loro supporto non resisterebbero 24 ore, in feroci repressioni.
Dai primi mesi dello scorso anno si valuta che siano rimasti uccisi negli scontri circa 10.000 civili; ignoto il numero dei combattenti che hanno perso la vita, ma certamente altissimo. I profughi sono ormai oltre tre milioni, in condizioni umanitarie disperate.
Mentre le speranze in trattative utili, malgrado gli sforzi, appaiono sempre più impallidire, annichilite da quanto realmente avviene sul territorio.

  • Giovanni |

    Ci sarà mai pace in quella terra? Ricordo ancora quando la comunità internazionale si decise a intervenire, fu un disastro, una guerra che non migliorò i somali.

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