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Congo, i ribelli rapiscono 90 bambini, 100mila profughi per scontri

Scontri tra i militari congolesi ed i ribelli tutsi di Laurent Nkunda nel Nord Kivu, nell’est della Repubblica democratica del Congo (Rdc), tra i quali si contano almeno 20 morti. Lo riferiscono fonti militari e vicine ai ribelli. Novanta bambini sono stati rapiti dai ribelli  e 100mila persone sono scappate negli ultimi giorni dalle loro case, secondo quanto riferisce l’Onu. L’Unicef – il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia – ha comunicato che i bambini sono stati prelevati la scorsa settimana da due scuole della provincia Orientale, vicino al confine con l’Uganda. Un altro attacco è stato sferrato nella stessa zona contro una missione comboniana dove si trovavano tre missionari: un religioso ugandese ultraottantenne con padre Mario Benedetti di Segonzano (Trento) e padre Ferruccio Gobbi, di origini marchigiane.

Quest’ultimo, con il confratello più anziano al seguito, è fuggito in motocicletta verso il Sudan, mentre padre Benedetti è rimasto per qualche giorno a dare conforto alla popolazione. Ripetuti attacchi, nei quali diverse persone sarebbero rimaste uccise, hanno tuttavia indotto anche l’ultimo sacerdote ad abbandonare la missione. I due italiani  stanno ora cercando di tornare in Italia attraverso Kampala, in Uganda, ma non si sa quando potranno rientrare, avendo lasciato nella missione anche i propri documenti.   I missionari comboniani a Roma hanno confermato e precisato alcune notizie frammentarie circolate nei giorni scorsi, che avevano fatto temere, in un primo momento, anche per le sorti dei religiosi. L’attacco in Congo della Lra, il gruppo armato ribelle che insanguina da quasi un ventennio il nord dell’Uganda, ha interessato mercoledì scorso il territorio di Dungu, dove si trova la cittadina di Duru, sede di una delle più antiche missioni comboniane. Una cinquantina di bambini sono stati prelevati – secondo quanto riferito dall’Unicef a Ginevra e poi confermato da fonti missionarie – da una scuola elementare di Kiliwa. Altri 40 sono stati portati via da una scuola secondaria a Duru.
Nessuna notizia è giunta circa la sorte dei bambini, È un fatto comunque che rapimenti di questo genere, perpetrati dal famigerato Lra – uno dei più crudeli e incontrollabili gruppi armati che agiscono in Africa – siano una »tragica consuetudine« in queste zone del continente, come ricordano i missionari. Il loro destino è in genere quello di essere utilizzati come soldati, portatori o scudi umani, ma possono anche essere venduti come schiavi per ottenere denaro per l’acquisto di armi.Nello stesso giorno, i ribelli hanno attaccato la missione in cerca di cibo e refurtiva. Vi si trovavano in quel momento i tre missionari.  L’Unicef, attraverso il suo rappresentante di zona, Julien Harneis, ha rivolto un appello ai ribelli per il loro rilascio "senza condizioni".
«Da questa mattina le nostre truppe hanno respinto i ribelli da Sakè a Mushaki», ha detto il maggiore Omar Selamani delle forze armate della Rdc (Fardc).
Secondo la stessa fonte una ventina di cadaveri dei membri del Congresso nazionale per la difesa del popolo (Cndp) di Nkunda giacevano sulla strada in uscita da Sakè, a 20 km da Goma, capitale del Nord Kivu.
I ribelli, che confermano gli scontri, hanno diffuso un comunicato in cui dichiarano che «la località di Mushaki è stata oggetto di un offensiva delle forze armate governative appoggiate da alcuni Patrioti della resistenza congolese (Pareco) e dai ribelli hutu ruandesi delle Forze democratiche di liberazione del Rwanda (FdlR)». Il Cndp aggiunge che le forze armate congolesi li hanno bombardati a tappeto con artiglieria pesante prima di utilizzare le forze di terra.
Il Congresso per la difesa del popolo afferma inoltre che le truppe governative hanno aperto un altro fronte a circa 80 km dalla città di Goma.

  • Giovanni |

    In queste guerre chi vi va di mezzo sono sempre i bambini, la sorte di quei bambini la conosciamo tutti. Qualche esaltato metterà loro un mitra in mano per farli diventare bambini soldato e molti di loro non arriveranno ai 30 anni.

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