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Somalia, ribelli islamisti attaccano i peacekeepers: “E’ la fine per Mogadiscio”

I ribelli islamisti hanno attaccato i peacekeepers Onu a Mogadiscio.  Durante gli scontri sono stati uccisi 11 civili. Molte persone in queste ore stanno abbandonando la capitale della Somalia dove c’è stata negli ultimi tempi una escalation di violenza. "Non abbiamo più speranza. Credo sia la fine per Mogadiscio", dice Fatuma Kassim madre di sette figli in fuga dalla capitale con la sua famiglia. I ribelli nell’ultimo mese hanno aumentato gli attacchi contro i Caschi blu dell’Unione africana (Ua). Una tattica, secondo molti analisti, per scoraggiare un più massiccio intervento militare internazionale nel Corno d’Africa dove la guerra civile è in corso dal 1991. Il contingente dei caschi blu dell’Ua conta 2.200 militari provenienti da Uganda e Burundi. Non ci sono perdite o feriti tra i peacekeepers. La tensione è altissima "I ribelli hanno deciso di aumentare la pressione sui peacekeepers per intimidazione nei confronti dell’Unione africana per evitare che mandino rinforzi e per evitare che ci sia un intervento militare dell’Onu", spiega un diplomatico occidentale. La conta dei morti a Mogadiscio, da quando sono cominciati i combattimenti dei ribelli all’inizio del 2007, è arrivata a circa 10mila civili uccisi.

  • Giovanni |

    Lo so, mi ricordo durante il genocidio del Ruanda una cosa che in parrocchia mi lasciò spiazzato e poi mi fece vergognare di essere italiano e cattolico. I telegiornali prima di parlare della tragedia del popolo ruandese diedero prima spazio alla notizia che l’Italia aveva perso contro l’Irlanda durante i mondiali di USA 94. La cosa non mi stupisce più di tanto. Avevo scritto un articolo sull’Africa tempo fa che venne pubblicato per un giornale da far leggere ai miei amici ma quasi nessuno lo lesse.

  • Riccardo |

    Gli italiani, imbottiti come sono di cultura televisiva e di disimpegno imperante, hanno la memoria corta.

  • Giovanni |

    Come italiani dovremo sentirci responsabili di quello che sta accadendo in quella terra. Fino a poco più di 40 anni fa la Somalia ci era sta data in amministrazione fiduciaria poi ce ne siamo andati e li abbiamo lasciati a se stessi. Il risultato lo vediamo con il regime di Siad Barre e la guerra civile endemica che dura da più di dieci anni. Un intervento fallimentare dell’Onu che non ha risolto nulla e quando parli alle persone di questi posti loro non sanno nemmeno dove sta.

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