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Pirati: i 33 carri armati sequestrati destinati al Sud Sudan (e non al Kenya)

Il carico di armi, compresi 33 carri armati di fabbricazione sovietica, che si trova a bordo di una nave cargo ucraina sequestrata dai pirati al largo delle coste somale, è destinato al sud Sudan e non al Kenya, come sostenuto dalle autorità di Nairobi e Kiev. Lo ha detto oggi il portavoce dei pirati Suguie Ali, raggiunto telefonicamente dalla France Presse a bordo della nave.«Noi confermiamo che queste armi non appartengono al governo del Kenya ma alle autorità (della regione semiautonoma) del Sud Sudan», ha detto il portavoce.

Ciò confermerebbe quanto sostenuto ieri dalla quinta flotta americana, secondop cui il carico di armi era destinato al Sudan.Negli ultimi giorni il ministro sud sudanese per la cooperazione regionale Barnabas Marial ha compiuto una inattesa visita a Nairobi dalla quale non sono emerse dichiarazioni, secondo quanto riferito oggi dalla stampa keniana che dà grande spazio alla vicenda della navre ucraina sequestrata dai pirati.
In particolare il quotidiano ‘Standard’ cita Andrew Mwangura, del programma di assistenza marittima per l’Africa Orientale, organismo che monitora gli spostamenti delle navi in quel quadrante, che non solo conferma che il carico del ‘Fainà era diretto al Sud Sudan, ma afferma anche che dallo scorso ottobre altri tre carghi contenenti armi, tra cui tank T-28, e munizioni sempre diretti in Sud Sudan, erano approdati a Mombasa, sulla costa keniana, dove avrebbe dovuto attraccare anche la nave ucraina sequestrata dai pirati giovedì scorso.
Gli sbarchi -a suo dire- sarebbero avvenuti il 29 ottobre, l’11 e 12 febbraio.
Mwangura è la stessa persona che ha annunciato stamane che a bordo del ‘Fainà ci sarebbe stata una sparatoria tra i pirati che avrebbe causato tre morti. La battaglia sarebbe avvenuta tra fautori di una linea dura, e quelli che propongono un approccio più morbido e aperto al dialogo.

  • giovanni |

    Adesso sappiamo che dietro la guerra che da anni insanguina il Sudan si nascondono interessi internazionali a cui non è estranea l’ex Unione Sovietica e gli USA.

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