Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

La Ue invia navi da guerra contro i pirati somali

La nave ucraina ‘Faina’ piena di armi – tra cui 33 tank T-72 – e munizioni, sequestrata da pirati giovedì scorso al largo delle acque somale, è sempre alla fonda al largo del porto di Hobyo, poco meno di 500 km a nord di Mogadiscio, controllata a vista da almeno tre navi da guerra Usa, e monitorata di continuo da elicotteri militari. L’impressione prevalente tra gli osservatori è che abbia preso corpo una trattativa concreta: i pirati chiedono 20 milioni di dollari. Si tratta di effettuare una scelta condivisa, e capire chi – se l’intesa fosse raggiunta – pagherà. Ma questo forse forse è il problema minore: più difficile è la decisione politica.
La Ue, nell’odierna riunione informale dei ministri della Difesa di Deauville, ha deciso di mandare in quel quadrante operativo, per combattervi la pirateria, tre fregate, una nave di appoggio e tre aerei, che si aggiungeranno alla fregata francese ed all’aereo spagnolo che già vi operano.

Intanto il presidente della Somalia, Abdullahi Yusuf, ha chiesto aiuto a tutto il mondo perchè si impegni a sconfiggere la pirateria ormai dilagante, dando il benvenuto al guardacoste super armato russo ‘Intrepido’ che sta giungendo in zona a grande velocità dal Baltico. In arrivo sono anche due navi militari malesi, truppe specializzate nella lotta ai pirati che infestano anche le loro acque.
In questo quadro nervoso, la trattativa appare comunque per ora l’ipotesi privilegiata. Un blitz resta ancora una scelta possibile, ma rischiosa. L’obiettivo numero uno è quello di evitare che le armi finiscano in mano agli insorti somali islamici, che controllano, tra l’altro, la regione del porto di Hobyo.
Resta l’interrogativo su quale fosse la reale destinazione del carico. Ufficialmente, era l’esercito keniano. Ma un portavoce della Quinta Flotta ha dichiarato che era in realtà diretto in Sudan, via Kenya, confermando le voci concordi di intelligence che subito avevano indicato che tanks, armi e munizioni erano in realtà destinati al Sud Sudan.
Le veementi smentite dei governi interessati non hanno per nulla dissipato le indicazioni concordi – confermate anche dai pirati, in base a documenti che dicono di aver trovato a bordo – sulla vera meta finale del carico: un Paese dove secondo i trattati internazionali non potrebbero giungere armi, nè nel Nord, nè nel Sud.

  • Giovanni |

    Intanto si dovrebbe chiarire a chi era destinato quel carico di armi.

  Post Precedente
Post Successivo