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Armi e corruzione. Angola-gate: via al processo a Parigi

Si aprirà lunedì prossimo a Parigi il cosiddetto processo "Angolagate", per il traffico d’ armi – e corruzione – verso l’ Angola negli anni Novanta, del quale sono accusate, a vario titolo, una quarantina di persone.
I principali imputati sono l’ uomo d’affari francese Pierre Falcone, 54 anni, e il miliardario israeliano di origine russa Arcadi Gaydamac, 56. Sarebbero stati loro ad aver organizzato dal 1993 al 1998 un vasto traffico d’ armi verso l’ Angola, senza le autorizzazioni necessarie dello Stato francese, e versato numerose tangenti a personalità dello Stato africano e della Francia. Fra le personalità coinvolte, come beneficiarie di tangenti, c’ è l’ ex ministro dell’ interno, il gollista, Charles Pasqua, 81 anni. Ci sono anche uno dei figli dell’ex presidente Francois Mitterrand, Jean-Christophe (61 anni), e l’ economista Jacques Attali, 64, ex consigliere di Mitterrand e recente presidente della Commissione istituita da Nicolas Sarkozy che porta il suo nome. All’ Angola sarebbero stati forniti elicotteri, blindati e navi da guerra, provenienti da paesi dell’ Est – per un totale di 790 milioni di dollari – che l’ allora presidente Josè Eduardo Santos utilizzò nella guerra civile che l’ opponeva ai ribelli dell’Unita, il movimento guidato da Jonas Savimbi.

Attali – secondo l’accusa – avrebbe usato la sua influenza presso i ministeri francesi delle finanze e degli esteri al fine di cercare di risolvere problemi finanziari di una società, proprietà dei due principali imputati del processo, Falcone e Gaydamac. Al processo – che durerà cinque mesi – non ci sono imputati dello Stato africano, anche se la procura ritiene che almeno una trentina di ufficiali hanno preso enormi tangenti in questa vicenda.
Il denaro angolano, proveniente dalla produzione petrolifera, era trasferito su conti di diverse società, a Parigi, Ginevra o Tel Aviv, prima di partire per società ombra a Jersey, nelle Isole Vergini britanniche, o Monaco. I responsabili del traffico avrebbero utilizzato il denaro, in contanti, anche per corrompere i numerosi loro debitori.

  • Giovanni |

    Probabilmente le forniture di armi continuarono anche dopo visto che l’Angola mandò truppe per sostenere Kabila dopo la caduta di Mobutu in Congo quando il paese entrò in guerra contro il Ruanda e l’Uganda.

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