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Algeria, mangiavano durante Ramadan: 4 anni di carcere

Sei persone sono state condannate dal tribunale di Biskra, 400 km a sud-ovest di Algeri, a quattro anni di carcere e al pagamento di una multa di 100 mila dinari (circa 1.200 euro) per «mancato rispetto di un fondamento dell’Islam, il Ramadan».
Secondo quanto scrive il quotidiano El Watan, che cita uno specialista di diritto algerino, «la legge algerina non prevede questo tipo di reato, anzi garantisce la libertà di coscienza e d’opinione».
L’unica legge che punisce l’offesa all’Islam, introdotta nel 2001 dall’attuale capo del governo, Ahmed Ouyahia, riguarda i reati giornalistici: «Sono previsti dai 3 ai 5 anni di carcere e multe tra i 50 mila e i 100 mila dinari per chiunque attraverso scritti o disegni offenda il Profeta o uno degli inviati di Dio o denigri i dogmi e i precetti dell’Islam».

I sei imputati, condannati in primo grado, sono stati arrestati mentre giocavano a carte e consumavano prodotti alimentari in pieno giorno nel centro di Biskra.
Altre 27 persone, tra cui 2 minorenni, continua El Watan, sono stati arrestati sempre a Biskra, per poi essere rilasciati dopo aver firmato un documento in cui esprimono il loro pentimento.
Il digiuno dall’alba al tramonto durante il mese sacro del Ramadan costituisce uno dei cinque pilasti dell’Islam, insieme alla professione di fede, la preghiera, la Zakat (elemosina) e il pellegrinaggio alla Mecca.

  • Riccardo |

    ho un caro amico che fa il missionario laico proprio in quel Paese. Mi racconta di gente bellissima. Ma di una situazione politica molto complessa. Per certi aspetti somiglia all’Egitto.

  • giovanni |

    A quanto sembra in Algeria dal 1992 è cambiato poco o niente, forse annullare quelle elezioni è stato un grave errore da allora l’Algeria è precipitata sempre di più in una spirale di violenza e di guerra.

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