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Truppe del Rwanda invadono Congo

Truppe del Rwanda hanno invaso

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il territorio della Repubblica Democratica del Congo, dove appoggiano le milizie del leader ribelle Laurent Nkunda, minacciando così direttamente l’importante città di Goma. È quanto sostengono fonti ufficiali congolesi, di cui dà notizia oggi la Bbc on line. Il governo del Rwanda smentisce.
Quello che comunque è certo è che le truppe ribelli di Nkunda hanno conquistato due giorni fa un villaggio strategicamente importante, molto vicino a Goma, est del Congo, quasi al confine col Rwanda.
Malgrado un accordo di pace firmato a gennaio, i combattimenti tra i ribelli di Nkunda e truppe governative sono ripresi con intensità in agosto. Il governo di Kinshasa ha accusato il Rwanda di aver inviato truppe nella regione orientale della Repubblica democratica del Congo, minacciando di attaccare Goma, capitale della provincia orientale del Nord-Kivu. L’Ambasciatore di Kinshasa all’Onu, Atoki Ileka, ha sollecitato l’intervento delle Nazioni Unite per fermare Kigali.

Secondo il governatore locale, le truppe ruandesi hanno attraversato il confine tre giorni fa, ma il Rwanda smentisce la presenza di proprie truppe nel territorio congolese. Al Palazzo di Vetro, Ileka ha chiesto un vertice urgente del Consiglio di sicurezza dell’Onu per discutere la situazione. "Ci siamo rivolti al Consiglio di sicurezza per chiedergli di esercitare la pressione necessaria sul Rwanda per evitare una nuova aggressione della Repubblica democratica del Congo da parte di questo paese", ha dichiarato Ileka.
Kigali ha invaso il Congo due volte negli anni ’90, accusando il governo di Kinshasa di sostenere i ribelli ruandesi. A sua volta, le autorità congolesi hanno puntato più volte il dito contro Kigali per il suo appoggio al generale dissidente Laurent Nkunda, leader di milizie tutsi da anni attive nella regione orientale del Paese. Ieri, Nkunda ha annunciato di aver preso il controllo di Rumangabo, circa 50 chilometri a nord di Goma, dopo un giorno di intensi combattimenti. Diverse fonti militari contattate dalla France presse hanno confermato la caduta della città.
Nkunda ha sempre sostenuto di combattere a difesa della comunità tutsi del Kivu contro i gruppi armati hutu ruandesi presenti nella regione, alcuni dei quali accusati di aver partecipato al genocidio compiuto nel 1994 in Rwanda. La scorsa settimana, invece, l’ex generale ha dichiarato di voler "liberare" tutto il popolo congolese, invitandolo a "rivendicare la propria libertà" contro un governo che lo "tradisce".
Dichiarazioni che arrivano dopo la ripresa degli scontri di fine agosto, in violazione dell’accordo di tregua firmato lo scorso gennaio a Goma. I combattimenti di agosto Oltre 10.000 persone sono state costrette alla fuga, portando così a circa 1,3 milioni il numero degli sfollati. L’inviato delle Nazioni Unite per il Congo, Alan Doss, ha chiesto nei giorni scorsi il dispiegamento di "mezzi e truppe supplementari", in particolare "mezzi aerei", per far fronte alla ripresa delle ostilità. La missione Onu presente nella Repubblica democratica del Congo (Monuc) conta oggi 17.000 soldati ed è la più importante forza di pace dispiegata nel mondo, chiamata a operare in un Paese enorme, confinante con Ruanda, Uganda, Sudan e Repubblica centrafricana.