Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Darfur, arrestato leader milizie islamiche sudanesi

Un leader delle milizie islamiche sudanesi accusato dal Tribale penale internazionale del genocidio in Darfur è stato arrestato. La notizia riportata dal sito della Bbc arriva dal Governo sudanese. Si tratta di Ali Mohamed Ali Abdel-Rahman – più noto come Ali Kushayb – da febbraio 2007 sotto inchiesta del Tpi. Anche il presidente sudanese al Bashir è stato messo all’indice dal Tribunale dell’Aja. E’ in corso un braccio di ferro in sede Onu per il mandato di cattura spiccato dal Tpi per crimini di guerra nei confronti del presidente. La disponibilità sudanese a collaborare il Tpi è interpretata da più parti come un modo per aggirare l’arresto di Bashir.
Il governo sudanese ha espresso anche l’intenzione di rimuovere l’ex ministro dell’Interno e attuale ministro degli Affari umanitari, Ahmed Harun, contro cui la Corte penale internazionale dell’Aia (Cpi) ha spiccato un mandato di cattura per crimini di guerra e contro l’umanità commessi nella regione del Darfur. Lo ha rivelato al quotidiano Sudan Tribune un diplomatico europeo, riferendo sotto anonimato della recente visita a Parigi di una delegazione sudanese guidata dal consigliere presidenziale Nafi Ali Nafi.

A Parigi, Nafi ha incontrato il ministro degli Esteri Bernard Kouchner, il segretario generale dell’Eliseo, Claude Gueant e il consigliere del Presidente per gli Affari africani Bruno Joubert.
Stando a quanto riferito dal diplomatico europeo, i rappresentanti francesi hanno fatto sapere di ritenere "inaccettabile" che una persona accusata di crimini di guerra faccia parte del governo e la delegazione sudanese ha replicato di non escludere una rimozione di Harun dal suo incarico e l’avvio di indagini sul ruolo avuto nella guerra nel Darfur.
Ieri, il ministro della Giustizia sudanese Abdel Basset Sabdarat ha riferito all’Associated Press dell’arresto del secondo ricercato dall’Aia per gli stessi capi di imputazione, il leader della milizia araba janjaweed (diavoli a cavallo, ndr), Ali Kosheib Aid. "Verrà processato da un tribunale sudanese, è sotto inchiesta", ha detto il ministro. Il governo di Khartoum si è sempre rifiutato di consegnare i due ricercati all’Aia, affermando di non aver sottoscritto lo Statuto di Roma e di non riconoscerne quindi l’autorità.
Provvedimenti contro Harun e Kosheib sono stati sollecitati il mese scorso dalla Francia, come contropartita all’appoggio di Parigi per un rinvio del procedimento avviato dall’Aia contro lo stesso Presidente sudanese Omar al Bashir. Nel discorso tenuto all’Assemblea generale dell’Onu, il Presidente francese Nicolas Sarkozy ha sottolineato che "la Francia vuole che le autorità sudanesi cambino radicalmente le loro politiche. Spetta ora a Bashir decidere cosa vuole esattamente".
L’Eliseo aveva poi precisato che il presidente al Bashir deve prima di tutto "fare un certo numero di gesti nei confronti della Cpi": prendere "provvedimenti" verso i due dirigenti sudanesi già perseguiti dalla Corte; "cooperare maggiormente con la comunità internazionale, per facilitare realmente il dispiegamento e l’azione della forza di pace ibrida Onu-Ua" nella regione del Darfur; favorire "un accordo politico duraturo tra il governo e le varie forze ribelli"; e infine "cessare di interferire negli affari dei suoi vicini, a cominciare dal Ciad". "Se le autorità sudanesi accettano di cambiare, di cambiare totalmente le loro politiche – aveva detto Sarkozy – allora la Francia non si opporrà al ricorso dell’articolo 16" dello Statuto di Roma, che consente di sospendere per un anno il procedimento.
In occasione dell’Assemblea generale dell’Onu, anche il Segretario di Stato Usa, Condoleezza Rice, ha esposto al vicepresidente sudanese Ali Osman Taha le condizioni ritenute necessarie per invocare l’applicazione dell’articolo 16: facilitare il dispiegamento della forza di pace Onu-Ua, revocare ogni restrizione al lavoro degli operatori umanitari e favorire un negoziato con le forze di opposizione. Tutte condizioni da soddisfare entro metà dicembre.

  • Giovanni |

    E’ una situazione assurda e se non ci fossero i morti ci sarebbe da ridere. Il governo sudanese arresta un guerrigliero ricercato per crimini contro l’umanità e a sua volta il governo sudanese è egli stesso accusato di crimini contro l’umanità.

  Post Precedente
Post Successivo