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Somalia, eletto nuovo leader delle Corti islamiche in esilio

Le Corti islamiche somale in esilio in Eritrea hanno eletto un nuovo presidente, sostituendo Sharif Ahmed con Omar Iman. Iniziativa che ha acuito le divisioni politiche all’interno del movimento islamico, che nel 2006 ha governato su gran parte del centro-sud della Somalia, prima di essere deposto dalle truppe etiopi, intervenute al fianco del governo di transizione somalo riconosciuto dalla comunità internazionale.

<WC1>SOMALIA/ ELETTO NUOVO LEADER DELLE CORTI ISLAMICHE DI ASMARA Malumori nel movimento; a fine mese riunione Igad a Nairobi Roma, 13 ott. (Apcom) – 
La nomina di Omar Iman è stata resa nota alla stampa somala da una delegazione delle Corti in visita a Mogadiscio. Il portavoce della delegazione, Ismail Haji Addow, ha però precisato che il nuovo presidente del Consiglio delle corti islamiche rimarrà in carica "fino alla prossima riunione", esplicitando la presa di posizione di alcune figure di primo piano delle Corti contro la nomina di Omar Iman.
Stando a quanto riferito dal quotidiano Garowe, il portavoce della delegazione ha poi criticato l’inviato speciale dell’Onu in Somalia, Ahmedou Ould-Abdallah, accusandolo di essere un "agente americano" impegnato a dividere il movimento di opposizione all’invasione etiope. L’inviato Onu ha favorito e sostenuto i negoziati di pace che hanno portato alla firma dell’accordo di cessate il fuoco, il 9 giugno scorso, tra il leader moderato delle Corti islamiche, Sharif Sharif Ahmed, e il premier somalo Nur "Adde" Hassan Hussein. Una firma che ha di fatto spaccato il movimento islamico, che oggi conta una base a Gibuti guidata da Sharif AHmed e una in Eritrea, sotto la guida di Aweys. L’accordo di cessate il fuoco è stato poi ratificato a Gibuti il 19 agosto scorso.
L’intesa prevede "il cessate il fuoco in Somalia entro 30 giorni" e il dispiegamento entro 120 giorni di "una forza internazionale di stabilizzazione composta da paesi amici, esclusi i paesi al confine". Tuttavia nelle ultime settimane, i miliziani islamici hanno intensificato gli scontri a Mogadiscio contro le truppe etiopi e i peacekeeper dell’Unione africana e hanno preso il controllo di Chisimaio, il principale porto del sud della Somalia.
Alla fine del mese è prevista a Nairobi, in Kenya, una conferenza organizzata dall’Autorità intergovernativa per lo sviluppo (Igad, che riunisce sette Paesi dell’Africa orientale), per favorire la riconciliazione nazionale. "L’Igad ha intenzione di incontrare direttamente i funzionari del governo somalo e di promuovere la riconciliazione – ha detto ieri alla Bbc il Presidente del Gibuti, Ismail Omar Ghelle – so per certo che l’Igad inviterà la comunità internazionale ad andare a Mogadiscio e a riaprire i suoi uffici".
Sim 131123 oct 08GMT DJ AU TROOPS ATTACKED IN SOMALIA; 1 CIVILIAN KILLED – WITNESSES MOGADISHU, Somalia (AFP)–Islamist insurgents attacked African Union peacekeepers in the Somali capital Monday, triggering clashes that killed a civilian and wounded five others, witnesses said.
The insurgents fired artillery into Mogadishu’s southern K4 quarter where Ugandan troops from the African Union peacekeeping force are based, drawing retaliatory fire, residents said.
The African Union force in Somalia, or AMISOM, has been in Mogadishu since March 2007 and currently numbers around 3,000 troops from Uganda and Burundi.
Monday’s violence comes the day after two African Union peacekeepers from Burundi and three Somalian civilians were wounded when a roadside bomb exploded in Mogadishu as new troops were coming in from the airport.
The hardline Shebab militia declared in mid-September that Mogadishu’s main airport was a tool of Ethiopia’s "occupation" of Somalia and vowed to bring down any plane that tried to land there.
The Islamists have since fired several mortar shells at the airport, triggering retaliatory fire that has caused dozens of civilian deaths.
A Burundian soldier told AFP that fresh troops from Burundi landed at the airport Monday. This was the third batch since Saturday but the soldier refused to give the total number of new troops to have arrived in the past three days.
Aid groups have scaled down operations in Somalia because of growing insecurity largely blamed on Islamist militants who have waged a guerrilla war since they were ousted last year by a joint Somali-Ethiopian offensive.
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SOMALIA/ APPELLO PER RILASCIO DEI 3 GIORNALISTI RAPITI AD AGOSTO A settembre i rapitori hanno chiesto riscatto di 2,5 mln Usd Roma, 13 ott. (Apcom) – Il Sindacato nazionale dei giornalisti somali ha diffuso oggi un comunicato in cui esprime "grave proeccupazione" per la sorte dei tre giornalisti free-lance rapiti il 23 agosto scorso e lancia un appello per la loro liberazione. Abdifatah Mohammed Elmi, Amanda Lindhout e Nigel Brenan sono stati rapiti lungo la strada che collega Mogadiscio a Afgoye, dove si trova il campo sfollati che intendevano visitare.
"Sono passati più di 50 giorni dal sequestro dei giornalisti e non si hanno più notizie da quando i rapitori hanno chiesto un riscatto, a settembre – si legge nella nota – il negoziato non ha fatto passi avanti e i negoziatori degli anziani e degli intellettuali non sono riusciti a raggiungere un accordo per il rilascio degli ostaggi. I sequestratori hanno chiesto un riscatto di 2,5 milioni di dollari, cifra che ha bloccato il negoziato".
Amanda Lindhout è una cittadina canadese di 27 anni, Nigel Brennan è australiano e ha anche lui 27 anni, mentre Abdifatah Mohammed Elmi è il loro accompagnatore somalo. "La loro prolungata detenzione – afferma il Segretario generale del Sindacato, Omar Faruk Osman – esemplica le precarie condizioni in cui si trovano ad operare i giornalisti nel Paese".
"Invitiamo tutti quanti siano coinvolti nei negoziati senza scopi politici a ricorrere a tutta la loro influenza per fare in modo che i nostri tre colleghi siano rilasciati subito e senza condizioni", conclude Omar Faruk.
Sim 131018 oct 08GMT

  • Giovanni |

    Queste corti islamiche in realtà sono solo uno strumento nelle mani dell’Eritrea per appropriarsi della Somalia. Non ricordavo questo rapimento di giornalisti ad agosto.

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