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Congo, l’Onu chiede cessate il fuoco ai ribelli del generale-pastore Nkunda

Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha lanciato un appello al cessate il fuoco nella regione orientale del Nord Kivu nella Repubblica democratica del Congo, sollecitando i governi regionali a cessare ogni sostegno ai gruppi armati che operano nell’area. E manda un forte richiamo al generale-pastore Lauren Nkunda e ai suoi ribelli che stanno insanguinando la regione. Una regione ricchissima di minerali e materie prime.

In un dichiarazione letta dal presidente di turno, l’Ambasciatore cinese Zhang Yesui, il Consiglio di sicurezza si dice "allarmato per le conseguenze umanitarie dei recenti scontri e invita tutte le parti a rispettare immediatamente un cessate il fuoco". I 15 Stati membri del Consiglio "condannano con forza il continuo reclutamento e uso di bambini da parte dei gruppi armati e il continuo ripetersi di violenze sessuali, e chiedono a tutte le parti coinvolte di rispettare il diritto internazionale, incluso il diritto umanitario internazionale e quello sui rifugiati".
Sono oltre 150mila le persone costrette a fuggire dal nord-est del Congo a causa della ripresa delle ostilità nelle provincie di Ituri e Nord-Kivu, dove le truppe governative si confrontano rispettivamente con i ribelli ugandesi dell’Esercito di resistenza del Signore (Lra) e con i miliziani guidati dal generale dissidente tutsi Laurent Nkunda. "I gruppi armati che operano nella regione devono deporre le armi – ha aggiunto Zhang – e presentarsi senza indugio alle autorità congolesi e alla missione dell’Onu (Monuc) per il loro disarmo, rimpatrio, reinsediamento o reinserimento".
Il Consiglio di sicurezza ha quindi sollecitato "i governi di Congo e Ruanda a sforzarsi di risolvere in tempi rapidi le loro divergenze", chiedendo al governo di Kinshasa di assicurare che non ci siano legami tra le forze governative e le Forze democratiche di liberazione del Ruanda (Fdlr), i ribelli ruandesi hutu presenti nel Nord-Kivu dagli anni novanta. Alcuni di loro sono accusati di aver partecipato al genocidio del 1994 in Ruanda. Il governo di Kigali accusa il Congo di appoggiare queste forze, mentre a sua volta Kinshasa accusa il Ruanda di sostenere i ribelli di Nkunda.

  • Giovanni Di Silvestre |

    La domanda è sempre la stessa. A chi giova mantenere la situazione così? Una guerra civile strisciante che danneggia l’economia di un paese che per le sue ricchezze potrebbe mantenere tutto il continente.

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