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Congo: ribelli avanzano su Goma, esercito si ritira

Le truppe governative della Repubblica democratica del Congo si stanno ritirando dalla linea del fronte, mentre i miliziani del Congresso nazionale per la difesa del popolo (Cndp), guidati dall’ex generale Laurent Nkunda, stanno avanzando verso Goma, capoluogo della provincia orientale Nord-Kivu. Anche i civili si stanno allontanando dal campo di battaglia, 12 chilometri a nord di Goma. Il segretario dell’Onu Ban Ki-moon ha chiesto un immediato cessate il fuoco.

Ieri, i peacekeeper hanno aperto il fuoco contro i ribelli di Nkunda, per impedirne l’avanzata, ma alcuni sfollati sostengono che i ribelli sarebbero ormai a pochi chilometri del capoluogo.
L’ex generale tutsi ha annunciato l’intenzione di conquistare la città per proteggere la minoranza etnica tutsi dai ribelli ruandesi hutu delle Forze democratiche di liberazione del Ruanda (Fdlr), presenti nel Nord-Kivu dagli anni novanta. Alcuni di loro sono accusati di aver partecipato al genocidio del 1994 in Ruanda. Il governo ruandese accusa il Congo di appoggiare queste forze, mentre a sua volta Kinshasa accusa il Ruanda di sostenere i ribelli di Nkunda.
Secondo stime Onu, sono 250.000 i civili rimasti senza casa dalla fine di agosto, quando sono riprese le ostilità nel Nord-Kivu.

Appello dell’Onu per cessate il fuoco. Il Segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon ha espresso "profonda preoccupazione" per il deteriorarsi delle condizioni di sicurezza nella regione orientale della Repubblica democratica del Congo, chiedendo l’immediato cessate il fuoco degli scontri tra ribelli e forze governative. Ieri, la forza di pace delle Nazioni Unite presente nel Paese è finita nel mirino prima dei ribelli, che hanno colpito due mezzi Onu, quindi dei civili, che accusano i caschi di non garantire loro protezione. Quindi è intervenuta al fianco delle truppe governative, garantendo il supporto dei suoi mezzi aerei contro i ribelli.
"Il Segretario generale sollecita governo e autorità provinciali a fare ogni sforzo per riportare la calma tra la popolazione colpita e per lavorare in stretta collaborazione con la Monuc (la forza di pace Onu) – si legge nel comunicato diffuso dal portavoce di Ban – riafferma quindi che la Monuc adotterà tutte le misure necessarie previste dal suo mandato per proteggere i civili e il personale e i mezzi delle Nazioni Unite".
Si stima siano 250.000 i civili rimasti senza casa dalla fine di agosto, quando sono riprese le ostilità nella provincia di Nord-Kivu, al confine con Ruanda e Uganda, tra le truppe governative e i miliziani del Congresso nazionale per la difesa del popolo (Cndp), guidati dall’ex generale Laurent Nkunda. I nuovi sfollati si vanno ad aggiungere agli altri 850.000 già registrati nella regione. Le autorità locali e le agenzie umanitarie che operano nell’area stanno incontrando grandi difficoltà per garantire cibo, rifugio, acqua, igiene e cure mediche, si legge nella nota. Ban sottolinea come la ripresa delle ostilità, in violazione dell’accordo di cessate il fuoco siglato dalle parti lo scorso gennaio, abbia gravi ripercussioni soprattutto sui civili.
Il segretario generale ha quindi condannato "l’attacco deliberato" dei ribelli di Nkunda contro due mezzi delle Nazioni Unite. "I ribelli hanno lanciato cinque razzi contro due carri armati di un convoglio Onu che stava cercando di proteggere i civili nell’area di Goma-Rutshuru – si legge nella nota – la missione riferisce quindi dell’arrivo di molti sfollati interni a Goma, capoluogo di provincia, per sfuggire alle violenze".
La forza Onu sta inoltre sostenendo con i suoi elicotteri le forze armate congolesi impegnate negli scontri con i ribelli nei pressi di Kibumba, circa 20 chilometri a nord di Goma. "Monuc ribadisce che continuerà a intervenire con tutti i mezzi a disposizione per proteggere i civili e i centri urbani del Nord-Kivu, nel rispetto del proprio mandato", si legge ancora nella nota.
Nel comunicato si riferisce anche della violenta manifestazione di protesta dei civili contro gli uffici Onu a Goma: "La polizia congolese e i caschi blu hanno impedito ai manifestanti di penetrare nelle strutture della Monuc e durante gli scontro un manifestante è rimasto ucciso". Non è solo il Nord-Kivu a preoccupare, conclude l’Onu: "A nord, nella provincia Orientale si stima siano 28.000 le persone rimaste senza casa nelle ultime settimane, fuggite dagli attacchi dei ribelli ugandesi dell’Esercito di liberazione del Signore (Lra). Molti dei civili si sono trasferiti nel vicino Sud Sudan nel tentativo di evitare i combattimenti".

  • Giovanni |

    Ogni giorno che passa la situazione precipita sempre di più. I mass media nazionali non ne parlano preferendo parlare di Alitalia, dei soldi che il governo ha stanziato per salvare le banche o del riporto di Berlusconi.

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