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Strage in Somalia: 5 attentati kamikaze: più di 50 morti

È di diverse decine di morti il bilancio complessivo di un’ondata di attacchi suicidi che oggi hanno investito in maniera pressocché simultanea Hargeisa e Bosaso, capitali di due regioni secessionistiche della Somalia settentrionale, il Somaliland e il Puntland.

Somalcrg
Secondo il network televisivo ‘Cnn’, che citava testimoni oculari, le persone uccise ammonterebbero ad almeno 56, più i kamikaze; ma si tratta di un computo largamente provvisorio. Per prima è stata colpita Bosaso, dove due attentatori a bordo delle loro auto-bomba, o forse tre, si sono lanciati contro altrettanti uffici delle forze anti-terrorismo, uccidendo in tutto sei agenti. Assai più gravi le carneficine che si sono susseguite ad Hargeisa, nell’ex Somalia britannica: in rapida successione, sempre con la medesima tecnica, sono stati attaccati il Palazzo Presidenziale; quindi il quartier generale in città dell’Undp, il Programma dell’Onu per lo Sviluppo, e soprattutto il consolato d’Etiopia, di fatto un’ambasciata. Soltanto in quel caso si sono contate non meno di cinquanta vittime, per lo più semplici civili in coda all’esterno della rappresentanza diplomatica, dove intendevano chiedere il visto d’ingresso nel Paese confinante: sono stati falciati dall’onda d’urto. Degli altri due attentati non è ancora stato accertato quali siano state le conseguenze in termini di vite umane, anche se diverse fonti hanno subito parlato di molte persone uccise o ferite. Si ignora inoltre se al momento dell’esplosione il presidente Dahir Rayale Kahin fosse presente; funzionari governativi hanno assicurato comunque che è illeso. Le stragi, ufficialmente non ancora rivendicate, sono coincise con i colloqui in corso a Nairobi tra il governo transitorio di Mogadiscio, le forze di opposizione meno intransigenti e i leader dell’Igad, l’Autorità Inter-Governativa per lo Sviluppo che raggruppa tutti i Paesi del Corno d’Africa e tre stati limitrofi: appunto il Kenya, l’Uganda e il Sudan.

Gli attacchi non sono stati rivendicati ma i sospetti portano al gruppo dei ribelli islamisti al Shabaaab, secondo il Governo somalo legati ad al-Qaeda, che hanno già in passato effettuato attacchi del genere per destabilizzare l’area in coincidenza con gli sforzi internazionali per far terminare gli scontri. Gli Usa ritengono che dietro l’ondata di attentati suicidi in due repubbliche secessioniste della Somalia ci sia Al Qaeda. «Nessuno li ha rivendicati, ma c’è il marchio di Al Qaeda», ha affermato l’assistente del segretario di Stato Usa per l’Africa, Jendayi Frazer, al termine di una riunione a Nairobi. Le violenze in Somalia nell’ultimo anno hanno fatto almeno 10mila vittime tra i civili e hanno spinto più di un milione di persone ad abbandonare le loro case. La Presidenza dell’Unione europea condanna con la massima fermezza" gli attentati che si sono verificati questa mattina nella città di Hargeisa e Bosasso in Somalia, che hanno colpito edifici delle Nazioni Unite e hanno fatto decine di vittime. La presidenza dell’Unione europea, spiega una nota, è in contatto con l’ufficio Undp di Hargeisa per accogliere nel centro medico-chirurgico francese di Gibuti il personale delle Nazioni Unite ferito.

La donna lapidata. Mogadiscio come Kabul. Ieri in Somalia una donna accusata di adulterio è stata lapidata in pubblico. Uccisa a colpi di pietre. «Sdegno» per la notizia della donna lapidata a Chisimaio, nel sud della Somalia, è espresso dall’Osservatore Romano, che si unisce alla condanna internazionale sulla crudeltà dell’esecuzione. Il giornale vaticano ricorda come i miliziani fondamentalisti abbiano ad un certo punto anche aperto il fuoco sulla folla che si era ribellata, uccidendo un bambino. Anche la deputata italiana del Pdl Souad Sbai si dice "esterrefatta di fronte al silenzio della società civile italiana riguardo alla lapidazione della ventitreenne somala, Aisha, a Chisimaio nei pressi di Mogadiscio. Si tratta dell’ennesima persecuzione di una donna, simile a quelle che si sono verificate nell’ultimo periodo in India, Iran e Afghanistan".

  • Giovanni |

    La seconda notizia è ancora più terrificante della prima e come al solito passata nel silenzio dei media nazionali.

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