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Zimbabwe, l’opposizione rompe i negoziati

L’Organizzazione che riunisce i paesi dell’Africa australe (Sadc) ha esortato governo e opposizione dello Zimbabwe a formare un esecutivo di unione nazionale spartendosi il controllo del ministero dell’interno, ma il leader de l’opposizione, Morgan Tsvangirai, ha respinto la proposta.
Tsvangirai si è detto «scioccato e rattristato» dalle conclusioni del vertice straordinario dell’Organizzazione per la sviluppo dell’Africa australe (Sadc) tenutosi a Johannesburg per tentare di risolvere la crisi politica che da mesi paralizza lo Zimbabwe.

Il summit ha proposto che lo Zanu-Pf, il partito del padre-padrone dello Zimbabwe, il presidente Robert Mugabe, e il Movimento per il cambio democratico di Tsvangirai, si spartiscano il controllo del ministero chiave, quello dell’interno, da cui dipendono polizia e forze di sicurezza.
Ma Tsvangirai, uscito vittorioso dalle elezioni del 29 marzo scorso, non è disposto ad accettare: «Noi respingiamo la raccomandazione del vertice di Johannesurg», ha detto, sottolineando che la Sadc non è l’unico organismo responsabile della messa in opera dell’accordo firmato il 15 settembre da Mugabe e dall’opposizione. «Ci sono anche l’Unione africana e le Nazioni unite», ha dichiarato il leader dell’Mdc